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Autisti Amat, il giallo del concorso: spuntano i primi inidonei in ufficio, clima rovente dopo le smentite aziendali

I ricorsi e i sospetti di nepotism non solo sulla selezione

21 Giugno 2026, 06:30

Autisti Amat, il giallo del concorso: spuntano i primi inidonei in ufficio, clima rovente dopo le smentite aziendali

C’è l’ombra della mobilitazione e il lievito della rabbia sotto la mole dei ricorsi, nel segreto di Pulcinella delle grosse grane del concorso Amat per 50 autisti. Le voci su presunte irregolarità e cappellate tecniche e procedurali si rincorrevano da giorni, fino al tardo di pomeriggio di venerdì. Giornata segnata da eventi schizofrenici, finché il presidente Giuseppe Mistretta ha dichiarato a La Sicilia che no, «il concorso non sarà bloccato, non c’è nessun problema, il fabbisogno di 120 autisti attuale verrà gradualmente eroso, avuto riguardo al fatto che il nuovo piano industriale, in generale, determinerà una contrazione».

Il concorso, insomma, sarebbe filato liscio come l’olio, mentre filava pure la lettera con la quale lo stesso Mistretta informava controllo analogo e vertici comunali dell’iniziativa giudiziaria. Anche il presidente della commissione, Marcello Marchese ha assicurato che non c’era nessun pericolo di blocco, le preselezioni che hanno portato alla scrematura di 330 candidati continueranno con la prova su strada per arrivare alla scelta di 50 e l’inserimento degli altri idonei in una graduatoria triennale.

Poco dopo, fulmine a cielo fosco, l’annuncio di Mistretta che era stata allertata la Procura, nella ridda di notizie che volevano la graduatoria, secondo alcune testate locali, mai pubblicata. A non essere pubblicato è il calendario delle prove su strada. Invece, la graduatoria lo è, sul sito aziendale, da tre giorni. Un sintomo del fatto che il blocco ufficiale del concorso potrebbe essere in itinere, come ha confermato ieri l’avvocato Nadia Spallitta: sono vicinissimi a quota 100 i ricorsi pronti a essere depositati dalla legale sulle mancate ammissioni nelle preselezioni. Spallitta spiega di attendere «notizie ufficiali sull’esito della procedura concorsuale» e conferma il reinserimento di tre esclusi per vizi in domanda.

Intanto, in una vicenda fatta di segnalazioni - quelle sì, in gran parte anonime - emerge il caso di un ordine di servizio con una prima volta “storica”. Dopo l’emersione del caos inidoneità, con la settantenina di autisti dispensati dal volante, viene a galla il fortunato caso di un giovane autista dichiarato inidoneo il quale, caso inedito finora, è stato inquadrato come impiegato, precisamente «operatore qualificato d’ufficio presso la Direzione Risorse umane». Parametro 140, inalterato. In ufficio, quindi, e non come Amat è solita fare e non senza malcontento, declassando di qualifica fino alla 110 o al massimo la 129, anche a precipizio dal parametro 183 e per autisti con trent’anni di guida addosso. Tutti diventano portieri, uscieri, bigliettai, centralinisti, manovratori in autoparco, e a carriera bloccata. Fonti aziendali e sindacali indicano il neo impiegato come parente prossimo di un deputato regionale. Solo un collega anziano, tra gli inidonei, ha avuto sorte simile. Ma aveva dalla propria almeno sei anni di guida.

Per la capogruppo 5 stelle Concetta Amella, «dopo la vicenda dei 70 autisti dichiarati inidonei, viene il dubbio che la selezione sia stata indetta più come strumento di caccia elettorale che per reali esigenze di personale. E non escludo che possano emergere casi di nepotismo, cui Amat non sarebbe nuova, incompatibili con i principi di imparzialità e trasparenza».