la storia
La moglie catanese blocca la cinquina dello “sposo seriale”
Il romano ha già la data fissata per (ri)convolare a nozze. Ma un cavillo rischia di far saltare il sogno d’amore
Tre mesi per sposarla, un mese per lasciarla e ora servirebbero due anni per divorziare. Questo è accaduto un anno fa, ma nel frattempo il romano si è innamorato e ha già fissato la data del nuovo matrimonio. Il quinto. La moglie-lampo catanese sta ostacolando il sogno d’amore dello “sposo seriale”. Il romano però ha deciso di chiedere un consulto legale al fine di poter convolare a nozze e non deludere la quinta innamorata. Questa volta poi il fatidico Sì è programmato davanti a un sacerdote. In chiesa sarebbe, in realtà, la “prima volta”. Intrappolato nelle nozze fulmine con la siciliana, il marito (aspirante quinto) paventa addirittura di chiedere i danni in caso le quinte nozze dovessero saltare. Il divorzio infatti è bloccato nei gangli dell’ufficio separazioni e divorzi nel Comune di Roma.
Lo “sposo seriale”, qualche mese fa, si è presentato al cospetto dei due avvocati Alessandro Romano e Chiara Missori del Foro di Roma, armato degli scatti dei quattro matrimoni. Il primo è stato celebrato il 12 novembre 1992. Lo sposo recidivo aveva 18 anni e la ragazza romana di allora, compagna di scuola, era rimasta incinta, adesso ha una figlia di 33 anni. Le seconde nozze risalgono invece al 30 settembre 2006 con una professoressa di lettere. Si sono separati perché nessuno voleva trasferirsi nella città dell'altro. Il terzo è stato il 27 luglio 2012: la sposa era un’avvocata e i due hanno avuto una bimba che ora ha dodici anni. La relazione più lunga. Il quarto matrimonio-trappola invece è stato celebrato il 23 settembre 2025.
Ai legali lo sposo seriale ha giurato di essersi sposato sempre per amore. Anzi nonostante i fallimenti matrimoniali non ha mai smesso di credere nell’amore con la A maiuscola. La rottura è arrivata quasi subito: con la convivenza si sarebbero accorti che non erano compatibili. Il 3 novembre 2025 hanno inoltrato una Pec al Comune di Roma per adire la nuova procedura del “divorzio breve”. Ma dopo otto mesi nessuno li ha convocati davanti all'Ufficiale di Stato civile per la firma.
La strategia legale che stanno approntando i due avvocati per provare a far celebrare il quinto matrimonio va verso due direzioni. La soluzione "alternativa" è quella di fare una negoziazione assistita in Tribunale anche perché altrimenti non otterrebbe lo stato libero per sposarsi di nuovo. Ovviamente sussiste la possibilità - sostengono gli avvocati - di chiedere i danni al Comune di Roma. Comune sembra aver assunto le sembianze di un moderno (e burocrate) Don Abbondio.