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Tremestieri

La diga foranea prende forma, ma mancano sempre 13 milioni di euro

Procedono i lavori per il porto con l’incognita delle ulteriori somme necessarie per il completamento

21 Giugno 2026, 20:50

La diga foranea prende forma, ma mancano sempre 13 milioni di euro

La diga foranea prende forma e domina ormai il panorama del litorale Sud. Una presenza imponente, già ben visibile sia dal mare sia dalla terraferma, che restituisce l’immagine concreta di un’opera destinata a cambiare il sistema dei trasporti nell’area dello Stretto.

A Tremestieri il cantiere del nuovo porto procede senza sosta e il progetto, dal valore complessivo di 90 milioni di euro, da mesi è entrato nella sua fase operativa. Restano tuttavia forti preoccupazioni per le risorse ancora mancanti: quasi 13 milioni di euro necessari per completare l’intervento. L’impatto visivo della diga foranea rappresenta il segnale più evidente dell’avanzamento dei lavori. L’opera di protezione marittima, fondamentale per garantire la funzionalità del futuro approdo, è già stata realizzata in larga parte.

Le attività nel cantiere, gestito dall’impresa Bruno Teodoro Costruzioni, si sviluppano su più fronti. Tra gli interventi più rilevanti spiccano la produzione e la posa degli accropodi in cemento armato, enormi manufatti destinati a proteggere il molo e il litorale dalla forza del mare e dai fenomeni erosivi che negli anni hanno interessato la costa. L’obiettivo è evitare gli insabbiamenti che periodicamente compromettono l’operatività dello scalo. Un passaggio decisivo dell’appalto, altrettanto quanto lo è stato quello per la diga, è rappresentato dalla realizzazione della banchina principale, che sarà il cuore pulsante del porto, destinato ad accogliere i mezzi pesanti e le autovetture diretti verso il continente, contribuendo in modo significativo alla decongestione del traffico cittadino. Un’opera strategica che, tuttavia, deve fare i conti con un futuro ancora incerto. La questione delle risorse necessarie per portare a termine i lavori resta al centro del dibattito. La Uil continua a lanciare l’allarme e sollecita gli enti competenti, in particolare il Comune di Messina, in qualità di stazione appaltante, e l’Autorità di sistema, affinché venga individuata nel più breve tempo possibile una soluzione in grado di scongiurare il rischio che Tremestieri si trasformi nell’ennesima incompiuta. Dei 13 milioni di euro ancora necessari, circa 6 milioni dovrebbero arrivare dal ministero delle Infrastrutture. Il sindaco, Federico Basile, e il presidente dell’Authority, Francesco Rizzo, hanno già sollecitato l’intervento del Governo. La città attende una risposta. Intanto, mentre la diga foranea prende forma ed il porto emerge giorno dopo giorno, dopo un lungo periodo caratterizzato dal blocco dei lavori, Messina guarda a Tremestieri come a una delle opere pubbliche più importanti per il proprio sviluppo. Un’infrastruttura attesa da anni, il cui completamento rappresenta una sfida decisiva per il futuro della mobilità, della logistica e dell’economia dell’intera area dello Stretto.