Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
22 giugno 2026 - Aggiornato alle 17:42
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Il caso

La naturopata al Policlinico di Catania: da Burioni al Cicap, la storia arriva sul tavolo del ministro Schillaci

Dai comunicati stampa all'analisi dei provvedimenti dell'Azienda sanitaria ospedaliera, plurifirmati, per accordare la collaborazione nell'ambito di «studi clinici»

22 Giugno 2026, 14:48

17:36

La naturopata al Policlinico di Catania: da Burioni al Cicap, cos'è la storia finita sul tavolo del ministro Schillaci

Giordana Proto

Si è mosso addirittura il Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze fondato nel 1989 da Piero Angela, per contestare la decisione del Policlinico universitario "Gaspare Rodolico - San Marco" di Catania di inserire una naturopata tra le figure coinvolte nelle terapie dei pazienti. Il caso è scoppiato dopo la pubblicazione della notizia della vittoria di un bando pubblico da parte di Giordana Proto, laureata in Scienze olistiche. Ma a ben guardare non era la prima volta che di Proto e della sua collaborazione con l'ospedale pubblico catanese si parlava sui giornali, pure nazionali, anche in virtù di comunicati stampa diffusi dalla stessa professionista.

Ora, però, la storia è sul tavolo del ministro della Salute Orazio Schillaci, cui il Cicap ha scritto per chiedere «una verifica dei presupposti scientifici e professionali dell’incarico e, qualora non risultassero adeguati, di intervenire affinché la decisione sia sospesa e revocata, a tutela dei pazienti e dell’ospedale stesso, in attesa di un parere delle società scientifiche di riferimento (chirurgia vascolare, reumatologia pediatrica)».

L'inizio della storia

Per comprendere i contorni della storia, bisogna partire da com'è cominciata. Cioè con una nota stampa dal titolo: «Per la prima volta un'esperta di medicina naturale entra in un ospedale pubblico con bando ufficiale». Il comunicato, in parte pubblicato da questa testata, nella sua versione integrale parlava di «una collaborazione storica con i reparti ospedalieri del Policlinico di Catania per integrare l'approccio olistico e allopatico nel supporto ai pazienti della Uoc Chirurgia e centro Trapianti e della Uosd Pediatria a indirizzo reumatologico».

Ci è voluto poco per rintracciare, sulla sezione dedicata all'amministrazione trasparente del Policlinico di Catania, i documenti relativi alla collaborazione. Intanto, il curriculum di Proto, che così recita: «Dopo la laurea in Relazioni pubbliche e comunicazione, ho trascorso dieci anni nell’azienda di famiglia, Imesi Italia, produttrice di kit chirurgici personalizzati». L'azienda, con sede a Dittaino (nell'Ennese), si occupa dunque di dispositivi medici. «Successivamente - scrive ancora Proto nel suo curriculum - ho scelto di seguire la mia passione per la medicina naturale, studiando in Svizzera dove l’approccio integrato è consolidato».

A giugno 2021, secondo quanto riportato nel documento (pubblicato sul sito del Policlinico), inizia una collaborazione con l'azienda ospedaliera catanese. Prima come «consulente mensile per pazienti trapiantati o monorene con problematiche al pavimento pelvico», poi in «reparto pediatrico». A febbraio 2025, Proto spiega di essere «docente a contratto nel Master in Otorinolaringoiatria pediatrica» e, ad aprile dello stesso anno, «docente nel Master di II livello in “Disfunzioni del pavimento pelvico femminile”» del dipartimento di Chirurgia generale e specialità medico-chirurgiche dell'università di Catania, che per l'anno accademico 2025-2026 risulta essere alla seconda edizione.

Il bando del Policlinico

Il 6 ottobre 2025, con la deliberazione numero 2263, il direttore generale del Policlinico (all'epoca ancora Gaetano Sirna), il direttore sanitario (Antonio Lazzara) e il direttore del settore (Vincenzo Buccheri) approvano un «avviso di selezione pubblica, per titoli e colloquio, per il conferimento di un incarico di collaborazione esterna di natura libero-professionale, della durata di 12 mesi, per la realizzazione di specifiche attività nell'ambito degli studi clinici condotti presso la Uoc Chirurgia vascolare e Centro trapianti e la Uosd Pediatria a indirizzo reumatologico».

I promotori dell'iniziativa sono i due direttori dei reparti, i professori Pierfrancesco Veroux (già candidato alla carica di rettore dell'università di Catania) e la dottoressa Patrizia Barone. I due, si legge nella deliberazione, «rappresentano i referenti - in qualità di principal investigator - di diversi studi clinici е sperimentazioni condotti presso questa azienda» e «hanno destinato parte delle quote derivanti dalle sperimentazioni e dagli studi clinici condotti presso le summenzionate Uoc e Uosd a scopi assistenziali e di ricerca e, nello specifico, all'attivazione di contratti da destinare al personale medico e non, a supporto delle attività relative alle suddette sperimentazioni e studi clinici».

In questo contesto i due direttori chiedono l'attivazione della selezione pubblica per una figura, con compenso lordo complessivo pari a euro 14.600 annui» per un anno, il cui contratto sarà «interamente finanziato con i fondi derivanti dalle sperimentazioni cliniche». Tra le attività da svolgere, si legge: «Ricerca, studi olistici e nutrizione naturale relativi all'area e all'ambito di studio». Mentre tra i requisiti ci sono: «Laurea triennale in Scienze olistiche in educazione alimentare naturale e nutrizione; possesso dell'attestato di superamento del corso di formazione professionale di Naturopata; iscrizione (ove prevista) all'eventuale albo professionale; comprovata esperienza professionale in qualità di Naturopata di almeno 12 mesi». 

Il bando viene pubblicato e il 21 ottobre vengono ammessi i candidati e viene nominata la commissione esaminatrice. Le istanze di partecipazione sono due; i componenti della commissione sono tre e tutti medici di primo piano. Si tratta di Paolo Adorno, direttore dell'Uoc Direzione medica di presidio "G. Rodolico"; Patrizia Francesca Grassi, direttrice dell'Uoc Laboratorio analisi del "San Marco"; Salvatore Salerno, responsabile dell'Uos Dietologia e nutrizione clinica.  Nella valutazione dei titoli, Proto arriva seconda su due candidati; ma a novembre, al colloquio, supera l'altra partecipante e il 21 novembre ottiene il conferimento dell'incarico con la «clausola di immediata esecutività, stante la necessità di rispettare il cronoprogramma delle attività progettuali». Stavolta la firma è del commissario straordinario ad interim Giorgio Giulio Santonocito.

Sul sito del Policlinico risulta che l'incarico sia svolto a partire dal 9 dicembre 2025. L'attività di Proto, quindi, va avanti. Il 7 maggio 2026, per esempio, per gli studenti del I e del VI anno del corso di Medicina e chirurgia di UniCt possono partecipare all'attività didattica elettiva dal titolo "Medicina naturale e intelligenza artificiale: nuove frontiere in medicina", proposta, si legge sul sito dell'università, «dal professore Massimiliano Veroux (fratello di Pierfrancesco Veroux, promotore delle sperimentazioni cliniche di cui al bando del Policlinico, ndr) in collaborazione con  il dottor Francesco Giovinazzo e la dottoressa Giordana Proto».

Lo sviluppo della storia

Qualche giorno fa, la notizia della collaborazione torna a circolare. E un post sui social di questa testata viene ripreso da persone come Roberto Burioni, l'immunologo e virologo di fama internazionale docente di Microbiologia all'università San Raffaele di Milano, con il testo: «Il rilancio del Servizio sanitario nazionale, con i soldi dei contribuenti». Una linea di contestazione condivisa anche dal Cicap, la celeberrima organizzazione nazionale impegnata nella divulgazione scientifica.

Ripercorrendo la carriera di Proto, il Cicap scrive al ministro della Salute Schillaci: «Il piano di studi pubblicato da LinkCampus comprende, tra gli altri, insegnamenti di iridologia, naturopatia quantica, oligoterapia carmica, riflessologia planetare (sic!) e aromoterapia tibetana. Si tratta di approcci che nascono da presupposti teorici incompatibili con lo stato dell’arte delle conoscenze mediche, non sono supportati da evidenze scientifiche adeguate e non rientrano nella formazione sanitaria universitaria italiana».

E ancora, si legge nel documento firmato dal presidente del Cicap Lorenzo Montali: «Il problema non è la presenza negli ospedali di professionisti non medici, che svolgono funzioni essenziali nell’assistenza e nella ricerca. Il problema è comprendere perché una formazione di questo tipo sia stata considerata appropriata per partecipare ad attività definite come studi clinici, in reparti che assistono anche persone sottoposte a trapianto e minori con patologie reumatologiche. Un incarico retribuito conferito da un’azienda ospedaliero-universitaria attribuisce inevitabilmente credibilità istituzionale alle competenze selezionate». Da qui la richiesta avanzata al ministro di verificare quanto accaduto a Catania ed eventualmente prendere provvedimenti.

«La medicina pubblica e universitaria ha il dovere di tutelare i pazienti fragili dal rischio di pratiche non validate, indipendentemente dalla buona fede di chi le propone», conclude Montali.