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L'analisi

Ottantotto vite spezzate in sella: quasi un ciclista morto ogni due giorni, Protasi chiede strade più sicure

Un'emergenza nazionale con picco di 24 vittime a maggio; il presidente della Commissione Promozione al Ciclismo del Comitato Regionale F.C.I. Sicilia chiede tempo, educazione e interventi istituzionali

22 Giugno 2026, 12:43

12:50

Ottantotto vite spezzate in sella: quasi un ciclista morto ogni due giorni, Protasi chiede strade più sicure

Sono 88 le vite spezzate in sella a una bicicletta nei primi cinque mesi del 2026. Un bilancio drammatico, certificato dall’Osservatorio Ciclisti ASAPS-SAPIDATA, che parla di una vera e propria emergenza nazionale: quasi un ciclista morto ogni due giorni. Un dato che non risparmia la Sicilia, dove si registra una vittima dall'inizio dell'anno, ma che impone una riflessione profonda sulla sicurezza e sulla convivenza tra chi pedala e il traffico motorizzato.

A farsi portavoce del malessere del mondo del ciclismo è Corrado Protasi, Presidente della Commissione Promozione al Ciclismo del Comitato Regionale F.C.I. Sicilia. Protasi non vuole alimentare polemiche, ma lancia un monito che parte dal contesto locale per abbracciare una battaglia di civiltà: "Servono tempo, educazione e impegno costante. Istituzioni, scuole, associazioni e cittadini devono lavorare insieme per costruire città più sicure, più vivibili e finalmente a misura di persona".

Il focus di Protasi si sposta poi sulla sicurezza quotidiana nelle nostre strade, puntando il dito contro la precarietà di alcuni percorsi molto frequentati della provincia. L'appello del presidente regionale è diretto: è necessario garantire una convivenza civile e sicura tra i diversi utenti della strada, che si tratti di pedoni, runner o ciclisti. "Non cerco polemiche, ma rispetto e attenzione per chi utilizza la strada", sottolinea Protasi, ricordando come la mobilità ciclistica non sia solo una questione sportiva o ambientale, ma uno strumento fondamentale per la sicurezza collettiva.

Il rapporto ASAPS-SAPIDATA mette in luce un quadro preoccupante: oltre ai fattori legati alle infrastrutture incomplete e alla velocità eccessiva, pesa il fenomeno della pirateria stradale. Nel 2025, l'11% dei decessi è stato causato da conducenti che non si sono fermati a prestare soccorso. Per questo, Protasi rivolge un consiglio pratico ai ciclisti: "Munitevi di una dash cam". Una precauzione che, visti i dati, diventa quasi una necessità in un contesto in cui, nel 50% dei casi di sinistro, il responsabile tende a fuggire.

L'andamento mensile del 2026, con un picco di 24 vittime nel solo mese di maggio, conferma che l'emergenza sicurezza è tutt'altro che risolta. Con 88 ragioni per cambiare – quante sono le vittime registrate finora – l'invito di Protasi è chiaro: la sicurezza stradale non è una fatalità, ma il risultato di scelte consapevoli. La Sicilia, pur registrando numeri inferiori rispetto alla "maglia nera" lombarda (21 vittime), non può permettersi di abbassare la guardia. La strada deve tornare a essere un luogo di condivisione, non di tragedia.