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l'accordo

La sicurezza entra nei locali dalla porta principale: in prefettura il patto che punta su telecamere, rete istituzionale e responsabilità

Il protocollo firmato nel Palazzo del Governo prova a ridisegnare il confine tra divertimento, prevenzione e controllo del territorio

22 Giugno 2026, 16:06

16:10

La sicurezza entra nei locali dalla porta principale: in prefettura il patto che punta su telecamere, rete istituzionale e responsabilità

Fuori dai locali si decide tutto. Non solo l’inizio o la fine di una serata, ma anche il punto in cui un diverbio può degenerare, un assembramento può diventare rischio, una zona poco illuminata può trasformarsi in un luogo in cui sfidarsi. E per evitare tutto questo che a Caltanissetta è stato siglato il nuovo protocollo d’intesa: un patto che sposta l’attenzione non soltanto dentro gli esercizi pubblici, ma anche nelle loro immediate vicinanze.

La firma è arrivata nella Sala della Protezione civile del Palazzo del Governo, con la regia della Prefettura di Caltanissetta. A sottoscrivere l’intesa è stata il prefetto Licia Donatella Messina, insieme ai sindaci dei Comuni di Caltanissetta, Gela, Niscemi e San Cataldo, ai rappresentanti di Confcommercio Caltanissetta-Enna e Confesercenti Caltanissetta-Enna, alla presenza dei vertici delle Forze dell’ordine. Il protocollo è per prevenire atti illegali e situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica all’interno e nelle aree adiacenti agli esercizi pubblici della provincia.

Un patto che riguarda la notte, ma parla al territorio intero

I pubblici esercizi sono spesso il punto in cui si incrociano dinamiche commerciali, sociali e di ordine pubblico. E quando l’attenzione istituzionale si concentra su questi luoghi, non si sta intervenendo solo sul divertimento, ma sulla qualità della convivenza urbana, sulla percezione di sicurezza dei cittadini e sulla capacità delle istituzioni di presidiare i momenti più delicati della vita collettiva.

L’architettura del protocollo firmato a Caltanissetta si muove infatti dentro una logica precisa: quella della sicurezza partecipata. Non una delega impropria ai privati, né un arretramento dello Stato, ma il tentativo di costruire una collaborazione stabile tra chi gestisce i locali, chi amministra le città e chi è chiamato istituzionalmente a garantire ordine pubblico e legalità. È il punto su cui la stessa prefettura ha insistito: affiancare all’ordinaria attività di controllo forme di collaborazione volontaria capaci di rafforzare l’azione preventiva.

Il cuore dell’intesa: videosorveglianza su accessi e uscite

Il perno operativo dell’accordo è chiaro ed è stato indicato senza ambiguità: la installazione di sistemi di videosorveglianza con un’attenzione mirata alle vie di accesso e di esodo dai locali, cioè ai punti in cui si concentrano arrivi, stazionamenti, allontanamenti e possibili criticità. Secondo quanto emerso durante la sottoscrizione, queste telecamere sono considerate uno strumento decisivo non solo in chiave dissuasiva, ma anche per agevolare il rintraccio degli autori di azioni illegali.