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L'inchiesta

Il caso dei rifiuti a Gela fa tremare la politica: "Schifani ha fallito"

Nell'occhio del ciclone il cda della Srr tra controlli mai fatti e dimissioni per corruzione

22 Giugno 2026, 17:01

17:30

Srr Caltanissetta sud: la “giornata bollente” dei rifiuti tra i costi e la matassa del servizio

L'ingresso della discarica di Timpazzo

Vicende giudiziarie che si intrecciano con la politica regionale segnano il lunedì bollente dei rifiuti a Gela. E' il comune proprietario dell’area della discarica di Timpazzo e sede, solo sulla carta, della Srr4 Caltanissetta Sud, creata nel 2016 dai Comuni di Gela, Butera, Niscemi, Mazzarino, Riesi, Delia, Sommatino e Piazza Armerina, che detengono anche le quote della Impanti Srr, la società in house che gestisce discarica e raccolta.

L’assemblea dei sindaci della Srr è stata preceduta dalla notizia dell’arresto dei cinque vertici della Impianti e dal sequestro della società, un fatto grave per la parte politica che avrebbe dovuto esercitare un controllo su un sistema che, secondo l’inchiesta “Pi-greco”, è risultato profondamente compromesso. La situazione all’interno della Srr Sud è diventata rovente per il duplice fronte giudiziario: da un lato l’indagine sul traffico illecito di rifiuti che ha di fatto azzerato i vertici di Impianti, dall’altro quella per corruzione che ha coinvolto, pur non riguardando i rifiuti, il sindaco di Sommatino Salvatore Letizia, indotto alle dimissioni. Formalmente il suo posto dovrebbe essere cooptato e assegnato a un altro sindaco, ma il primo cittadino di Gela Terenziano Di Stefano non è d’accordo e chiede l’azzeramento dell’intero consiglio di amministrazione, ritenendo conclusa una governance che negli anni è apparsa troppo morbida verso i vertici della società in house.

La tutela dell’ambiente, della salute pubblica e degli interessi dei cittadini di Gela deve rappresentare una priorità assoluta e non può essere subordinata ad alcuna altra valutazione. Le ipotesi investigative emerse, se confermate nelle sedi competenti, descrivono un quadro che impone una profonda riflessione e l’assunzione di precise responsabilità. Per questo motivo rinnovo l’auspicio che, già nella giornata odierna, in occasione dell’assemblea della SRR, prevalga il senso di responsabilità da parte dei componenti del Consiglio di Amministrazione e che gli stessi valutino seriamente la possibilità di rassegnare le proprie dimissioni. Si tratterebbe di un gesto importante per consentire all’ente di aprire una nuova fase, più serena, trasparente e credibile, nell’interesse esclusivo dei territori e delle comunità amministrate” – ha dichiarato il sindaco di Gela.

Intanto c’è chi, dalla vicenda dei rifiuti interrati illegalmente a Timpazzo, coglie l’occasione per colpire politicamente il governatore Schifani, non solo per la sua vicinanza all’ingegnere Picone , ormai ex Ceo di Impianti che è stata sua consulente ma anche per quella che viene definita una gestione fallimentare del ciclo dei rifiuti nell’isola. È il caso del coordinatore regionale del M5s, il deputato gelese Nuccio Di Paola, che parla di crollo del sistema Schifani, basato su un’emergenza continua sui rifiuti che diventa terreno fertile per azioni illecite. Per Di Paola “il governo Schifani è ufficialmente al collasso” dopo la vicenda esplosa a Gela. La penda  allo stesso modo il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo secondo cui  anche sui rifiuti Schifanni ha fallito e l'unico elemento distintivo del suo governo è  "un coacervo di interessi e poltrone. Silenzio sul caso Timpazzo nelle fila del centrodestra.