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22 giugno 2026 - Aggiornato alle 20:47
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crisi idrica

Mentre Agrigento ha sete, il serbatoio "Forche" trabocca. AICA diffida Siciliacque: "Spreco intollerabile"

Immessi 170 litri al secondo senza autorizzazione: attivato il sistema di sovrappieno. Fiumi d'acqua disperdono nel terreno, scatta il rischio di smottamenti

22 Giugno 2026, 18:34

18:40

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Nel bel mezzo di una delle crisi idriche più drammatiche della storia recente agrigentina, con intere famiglie e commercianti costretti a contare i giorni di attesa tra un turno di erogazione e l'altro, accade l'incredibile: litri e litri di preziosissima acqua potabile finiti letteralmente dispersi nel terreno. Lo scontro istituzionale tra i due colossi della gestione idrica siciliana è ormai totale. AICA ha infatti inviato una durissima diffida formale a Siciliacque, contestando un aumento anomalo e del tutto arbitrario della fornitura idrica al serbatoio comunale "Forche" di Agrigento. Un eccesso di pressione che ha fatto saltare i sistemi di sicurezza, provocando lo sversamento incontrollato della risorsa.

Il giallo dei flussi: immessi 30 litri al secondo in più del dovuto

Secondo i rilievi dettagliati effettuati dai tecnici di AICA, il "pasticcio" è iniziato nel pomeriggio di venerdì 19 giugno 2026. Senza alcun preavviso né coordinamento con gli uffici del capoluogo, Siciliacque ha incrementato unilateralmente la quantità di risorsa idrica immessa nel serbatoio. La dotazione formalmente richiesta da AICA era di 140 litri al secondo; la società di sovrambito ne ha invece spinti nelle condotte circa 170.

I grafici dei flussi mostrano un'impennata inarrestabile: dai 130 litri al secondo registrati il 18 giugno si è passati ai picchi superiori ai 170 litri registrati proprio nella mattinata di oggi, lunedì 22 giugno. Troppa acqua tutta insieme per la capacità del serbatoio Forche, che ha attivato automaticamente il sistema di "sovrappieno". L'acqua ha così iniziato a strabordare, inzuppando il terreno circostante e creando un serio rischio di smottamenti, frane e cedimenti strutturali per le aree limitrofe.

Guerra sulle bollette: AICA non pagherà l'acqua sprecata

La reazione ai piani alti di AICA è stata immediata e improntata alla linea dura. Oltre a quantificare i danni ambientali e strutturali per il potenziale pericolo di dissesto idrogeologico, l'azienda pubblica ha annunciato il totale disconoscimento economico dei volumi erogati in eccesso. In parole povere: l'acqua sprecata per il mancato coordinamento non verrà pagata a Siciliacque.

Il documento di diffida mette in chiaro che non saranno più tollerati colpi di testa o variazioni unilaterali. Se l'episodio dovesse ripetersi, AICA si dice pronta a trascinare Siciliacque in tribunale per tutelare i diritti della collettività amministrata, addebitandole ogni danno patrimoniale. Una vicenda paradossale che, in un momento di gravissima siccità, suona come una vera e propria beffa per i cittadini di Agrigento.