Risanamento
«Un segno di vicinanza delle istituzioni a chi vive ancora nell’emergenza»
Il presidente della Regione Schifani a Palazzo Zanca per consegnare le chiavi dei nuovi alloggi a 14 famiglie delle baracche di via La Rocca a Camaro
«È il sogno di mio marito che si avvera». Trattiene a stento le lacrime Anna Adele Innocca, 60 anni. Ad accompagnarla la nuora che con il resto della famiglia andrà a vivere con lei nel nuovo alloggio assegnato loro da Arismè, braccio operativo della struttura commissariale per il risanamento delle baraccopoli di Messina.
Anna Adele in quella baracca di via Letterio La Rocca a Camaro ha vissuto per decenni. Suo marito, scomparso 17 anni fa coltivando il sogno di una abitazione decorosa, ci era nato. A consegnare loro le chiavi del nuovo appartamento il presidente della Regione e commissario per il risanamento, Renato Schifani, giunto apposta da Palermo. «Sono centinaia le famiglie che dal 2022 ad oggi, ovvero da quando ricopro il ruolo di commissario per il risanamento di Messina, hanno lasciato le baracche in cui vivevano per trasferirsi in vere e proprie case» - dichiara - Un risultato di cui sono molto fiero perché stiamo portando avanti un importante progetto per il ripristino dei territori e il rispetto della legalità. Con il sub commissario, l’ing. Santi Trovato - prosegue Schifani - stiamo lavorando concretamente per garantire ai cittadini di Messina che ancora vivevano in stato di emergenza una maggiore qualità della vita. La casa è un bene primario irrinunciabile che noi intendiamo tutelare al massimo. Questo è il segnale della vicinanza e dell’impegno delle istituzioni.
Con queste assegnazioni sale a 393 il numero delle famiglie che hanno potuto lasciare le baracche. Tra loro anche Sharon Tortorella, appena 20 anni, che firma la documentazione necessaria per conto della sua famiglia. «Sono nata in via La Rocca» - dice - Ho lì tutti i ricordi della mia infanzia. Certo non è stato semplice, e sono felice all'idea di avere una nuova casa, bella e dignitosa, ma fa impressione sapere che l'abitazione dove sono cresciuta verrà distrutta, che non resterà nulla dei miei ricordi.
Un percorso, quello delle 14 famiglie residenti in via La Rocca, iniziato lo scorso 13 marzo, con la pubblicazione da parte di Arismè della graduatoria provvisoria, e passato attraverso l'approvazione della graduatoria definitiva, e la scelta degli immobili, alla fine del mese di maggio. Un’attività che ha visto le famiglie impegnate nella sede della partecipata del Comune, soggetto attuatore del commissario straordinario al risanamento, nel prendere visione della documentazione tecnica degli alloggi individuati per il trasferimento. Una fase che ha portato a grandi passi verso la conclusione dell'iter, la consegna ufficiale, con la firma dei verbali e delle chiavi, alla presenza del presidente della Regione, del sindaco Federico Basile, del subcommissario Santi Trovato e dei vertici di Arismè, l’amministratore unico, Fabrizio Gemelli, e il direttore generale, Loredana Bonasera. Da qui in poi, gli assegnatari avranno 45 giorni di tempo per attivare le utenze di luce e gas e completare il trasferimento nelle nuove case. Resta inoltre a carico delle famiglie l’obbligo di custodire gli alloggi originari fino al completamento delle demolizioni, così da evitare occupazioni abusive e garantire il regolare svolgimento delle operazioni di risanamento. L'intera via La Rocca insiste su un'area di 4.100 metri quadrati: una parte, dove vivevano 37 famiglie, era stata già liberata e le baracche demolite tra la fine del 2024 e il 2025. Dopo le demolizioni e la bonifica l’area è stata consegnata il 4 settembre 2025 al Comune che vi sta realizzando un grande parco urbano sotto il vecchio ponte delle ferrovie, che dovrebbe essere restituito alla cittadinanza il prossimo agosto. «Oggi portiamo a casa un altro importante risultato» - ha dichiarato il sindaco Federico Basile - Il risanamento della città non si ferma.