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22 giugno 2026 - Aggiornato alle 20:47
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la sentenza

Crollo del costone al viale della Vittoria, tutti assolti: cade l'accusa di disastro colposo per l'ex sindaco Marco Zambuto

Il pubblico ministero Alfonsa Fiore aveva chiesto 5 anni di reclusione per tutti. Cancellata l'accusa di disastro colposo anche per l'ex dirigente Principato e i proprietari Carmina e Sollano.

22 Giugno 2026, 18:42

18:50

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A dodici anni di distanza da quel drammatico 5 marzo 2014, la giustizia ha pronunciato la sua parola definitiva. Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Manfredi Coffari, ha assolto con formula piena tutti i cinque imputati coinvolti nel maxiprocesso per il crollo del costone del viale della Vittoria. Un verdetto che ribalta completamente le pesanti richieste della pubblica accusa, rappresentata dal pubblico ministero Alfonsa Fiore, che aveva sollecitato una dura condanna a cinque anni di reclusione per ciascuno dei soggetti finiti sul banco degli imputati.

Tra gli assolti eccellenti figura l'ex sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, accusato di non aver vigilato o adottato le misure necessarie a prevenire il collasso della parete rocciosa che sovrastava la principale arteria cittadina. Insieme all'ex primo cittadino, esce indenne dal processo anche l’ex dirigente dell'ufficio tecnico comunale, Giuseppe Principato.

La medesima decisione di assoluzione ha riguardato i tre privati cittadini proprietari dei terreni sovrastanti il costone franato, dalle cui particelle catastali si era staccato il fronte di terra e roccia: la pensionata Maria Isabella Sollano, 84 anni, e i suoi due figli Valentina Carmina (59 anni) e Oreste Carmina (55 anni).

La pubblica accusa aveva tentato di dimostrare una catena di omissioni, negligenze e sottovalutazioni del rischio idrogeologico sia da parte della componente politica e tecnica del Comune, sia da parte dei privati proprietari, ritenuti responsabili della mancata manutenzione del versante.