Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
23 giugno 2026 - Aggiornato alle 08:51
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il caso

Amat nel mirino: gli incarichi d'ufficio per autisti dichiarati inidonei e i presunti legami con un deputato regionale

Emergono altri casi di trasferimenti in ufficio di personale incaricato di guidare i mezzi. La replica: "Mai fatte richieste per parenti"

23 Giugno 2026, 06:45

08:16

Amat nel mirino: gli incarichi d'ufficio per autisti dichiarati inidonei e i presunti legami con un deputato regionale

E tre, quasi quattro. Con un deputato regionale chiamato in causa, che ora avrebbe un nome, quello del forzista Marco Intravaia. Dopo l’emersione del primo caso nella storia di Amat di destinazione in ufficio come impiegato amministrativo di un autista, presunto parente stretto dell’onorevole, giudicato inidoneo malgrado la fresca assunzione e la giovane età, più un collega che però - caso non meno inedito, comunque - aveva maturato almeno sei anni di guida, di caso ne spunta un altro. E ce ne sarebbe un quarto, ma “in pectore”, alla voce assegnazione provvisoria, insieme alla decina di inidonei nelle varie qualifiche (una ventina compresi gli ausiliari) che attendono una collocazione definitiva nei corridoi degli uffici. A sedere in ufficio definitivamente, intanto, è ancora un autista, anch’egli giovane, vincitore di concorso, dichiarato inidoneo a pochi mesi dall’assunzione. Attenzione, nomi estratti non dalla lista dei settanta inidonei sfornati ad aprile e balzata alle cronache, ma da quella che si può considerare la madre di tutte le delibere più recenti sul punto, che è di settembre dell’anno scorso.

E fanno cento, dunque, poiché quest’ultima delibera assegnò mansioni a una trentina di inidonei tra i quali alcuni autisti compresi i tre diventati, e qui c’è un altro inedito, «operatori qualificati di ufficio» in virtù del semplice possesso di un diploma di scuola superiore. Requisito che a molti, in azienda, non pare così raro. Ma torniamo ai settanta di aprile, quelli del bubbone la cui vivisezione - ha promesso l’assessore comunale Brigida Alaimo - è passata nelle mani del controllo analogo. Ecco Alaimo: «Se si dovessero ravvisare ipotesi di reato se ne dovrà occupare la Procura - dice - il Comune, nella qualità di socio, farà le attività al fine di garantire la trasparenza».

Il possibile quarto caso è nelle pieghe del listone della discordia, quello dei settanta di aprile, con una assegnazione in pectore di compito d’ufficio. Assoluta la discontinuità con decenni di prassi aziendale, che gli inidonei li ha sempre “retrocessi” di parametro contrattuale, dal 140 di autista al 129 o persino al 110 per manovalanze, portierati, centralino, manovre interne. Addirittura, negli anni, casi di messa in aspettativa “sine die” in attesa che si liberassero posti a livelli inferiori. In merito all’assegnazione provvisoria del quarto autista, «a far data dal 20 aprile 2026» un altro inidoneo, anch’egli - dicono fonti aziendali sfogliando profili social in cui domina amore per le moto e i cavalli - viene dunque assegnato alla Direzione Risorse umane (la stessa del presunto parente del deputato) la cui responsabile è Margherita Carollo. Si tratta di una dei cinque dirigenti facenti funzioni finita nell’occhio del ciclone dopo la nomina ad interim poi revocata, e oggetto di atti ispettivi consiliari per una laurea conseguita pochi giorni prima della determinazione del cda sugli incarichi e per la famosa “relazione fantasma”, mai prodotta dall’allora direttore generale Domenico Caminiti, che il presidente Giuseppe Mistretta derubricò in Consiglio e davanti ai capigruppo in «relazione orale». A firmare l’interrogazione, allora, fu la capogruppo di Oso Controcorrente Giulia Argiroffi con il collega Ugo Forello. I due consiglieri tornano a chiedere chiarimenti sul ruolo del deputato, che sarebbe legato da uno stretto rapporto di parentela con il primo tra gli autisti inidonei mandato in ufficio senza “deminutio”. E a insistere sulla vicenda che vide protagonista la Carollo, che sfociò in un esposto denuncia di Argiroffi nei confronti del presidente Mistretta per «tentata corruzione impropria» tramite «profferte compensative sulle nomine dirigenziali». Argiroffi e Forello ora annunciano una richiesta di accesso agli atti sulle pratiche culminate nella dichiarazione di inidoneità del presunto parente, e richiamano in causa la Carollo: «L’ordine di servizio scaturisce dalla determinazione del cda del 11/09/2025 da proposta avanzata dalla dirigente facente funzione Margherita Carolllo, oggetto di richiesta di accesso agli atti e denuncia di mancato riscontro in riferimento alla confermata assenza della relazione del direttore generale che avrebbe dovuto costituire la base motivazionale per le proposte di nomina dei dirigenti facenti funzione». Quindi i consiglieri chiedono al sindaco «le motivazioni organizzative, tecniche e amministrative dell’inquadramento, quale sia la struttura sanitaria che ha dichiarato il dipendente inidoneo ovvero soltanto idoneo al servizio con limitazioni; se siano stati effettuati accertamenti comparativi, considerato che da oltre 35 anni Amat non assume impiegati e il ricambio generazionale risulta avvenuto esclusivamente attraverso cause e transazioni, e che risulterebbe che Amat non sia mai ricorsa all’utilizzo di ex autisti come amministrativi». Fino alla considerazione che «risulterebbero esistere rapporti di parentela con il deputato Ars Marco Intravaia, circostanza che, pur non assumendo di per sé alcuna rilevanza giuridica, rende opportuno garantire la massima trasparenza».

Netta la replica di Marco Intravaia, che esclude qualsiasi intervento: «Personalmente - dichiara - non ho mai fatto nessuna richiesta in Amat di spostamento di qualche mio parente da una mansione ad un’altra. Lo escludo in modo categorico».