Cronaca
Ragusa sconvolta per il cane impiccato a Ibla
Il sindaco Cassì: "Un abominio. L'intera città è scossa"
Ragusa si risveglia ferita, incredula, arrabbiata. La notizia del ritrovamento di un cane impiccato nelle campagne attorno a Ibla ha attraversato la città come un pugno allo stomaco, lasciando dietro di sé sgomento e indignazione. A lanciare l’allarme è stata un’animalista del territorio, una delle tante persone che ogni giorno si spendono per proteggere chi non ha voce. Ma questa volta la realtà ha superato ogni immaginazione.
Il sindaco Peppe Cassì, informato dell’accaduto, non ha usato giri di parole: «La vicenda è angosciante e terribile. Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per supportare le Forze dell’Ordine affinché sia fatta luce al più presto su questo abominio». Parole dure, necessarie, che riflettono il sentimento di un’intera comunità.
Perché Ragusa oggi non è solo indignata: è scossa, profondamente. In tanti parlano di un limite superato, di una ferita che non riguarda soltanto il mondo animale, ma la coscienza collettiva. Un gesto di crudeltà che interroga tutti, che chiede risposte, che pretende giustizia.
Nelle ultime ore, sui social e nelle chat di quartiere, si moltiplicano messaggi di dolore e rabbia. C’è chi chiede pene esemplari, chi invoca più controlli nelle zone rurali, chi semplicemente non riesce a trovare le parole per descrivere ciò che prova. Perché davanti a un atto così disumano, anche il linguaggio sembra arrendersi.
Ora la città attende che le indagini facciano il loro corso. Ma una cosa è certa: Ragusa non vuole che questo episodio cada nel silenzio. Non vuole che resti solo una notizia di cronaca. Vuole che diventi un punto di svolta, un momento di verità, un impegno collettivo a non voltarsi mai più dall’altra parte.