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il caso

Truffa con il nome di Mantovano, Palazzo Chigi mette in guardia le aziende

Aperta un’attività investigativa dopo la scoperta dell’uso illecito del nome e dell’immagine del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

23 Giugno 2026, 18:17

18:20

Truffa con il nome di Mantovano, Palazzo Chigi mette in guardia le aziende

Nuovo allarme sul fronte delle truffe informatiche ai danni delle imprese italiane. Palazzo Chigi ha reso noto che sono stati individuati tentativi di raggiro realizzati attraverso falsi account WhatsApp attribuiti arbitrariamente al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

Secondo quanto comunicato, i messaggi vengono inviati a imprenditori e manager con l’obiettivo di indurre i destinatari a sottoscrivere presunti accordi di riservatezza oppure a versare somme di denaro per inesistenti iniziative governative. In altri casi, invece, il fine sarebbe quello di ottenere dati e informazioni sensibili, come la firma autografa dei vertici aziendali, da utilizzare successivamente per organizzare ulteriori frodi ai danni di dipendenti, collaboratori o clienti.

Il meccanismo descritto ricalca uno schema tipico della criminalità informatica. I truffatori utilizzano sistemi di messaggistica istantanea registrati con false generalità e corredati da fotografie di personalità che ricoprono incarichi istituzionali, cercando di rendere il contatto il più possibile credibile. Una volta instaurata la comunicazione, la conversazione prosegue spesso via e-mail con richieste di riservatezza e istruzioni finalizzate a mantenere attivo lo scambio, così da conquistare la fiducia della vittima.

Palazzo Chigi ha inoltre precisato che sono già in corso attività informative e investigative. Le verifiche sono state avviate anche a seguito della denuncia presentata dallo stesso Alfredo Mantovano non appena è venuto a conoscenza dell’utilizzo illecito del proprio nome e della propria immagine.

Le autorità invitano pertanto a prestare la massima attenzione a richieste di denaro, documenti o informazioni riservate provenienti da account non verificati o da canali di comunicazione insoliti, ricordando che iniziative istituzionali di questo tipo non vengono gestite attraverso messaggi privati su applicazioni di messaggistica.