L'edificio
Tre proposte per il convento di via Crociferi: dopo la sede della Cgil, i comitati propongono una "Casa delle culture"
L'immobile che per decenni ha ospitato la Camera del Lavoro sarà presto liberato dal sindacato. I cittadini, però, vogliono che rimanga spazio di integrazione e cooperazione
La Cgil, dopo settanta anni, lascerà a breve la sede di via Crociferi che ha rappresentato un importante punto di riferimento non solo come presidio sindacale, ma anche sociale e culturale ospitando iniziative di vario genere, quali incontri, dibattiti, presentazione di libri, attività ricreative e feste religiose delle comunità di immigrati. Perdere questo spazio significherebbe rischiare un’ulteriore disgregazione della coesione sociale.
Dalla volontà di scongiurare questa eventualità e di mantenere la vocazione alla socialità dell’edificio è nato il comitato promotore della “Casa delle culture” su iniziativa del circolo di lettura Communitas e dell’Osservatorio euromediterraneo e con la partecipazione di numerosi cittadini e associazioni tra cui Olga Benario, La città felice, Volerelaluna, Cinema King, CittàInsieme, Udi, Sunia, Catania Risorge e associazione Luca Coscioni.
Il comitato ha inviato una lettera aperta al sindaco Enrico Trantino per chiedergli un incontro nel corso del quale esporre la propria proposta di uso degli spazi dell’ex convento di Sangiuliano che presto torneranno nella piena disponibilità del Comune. Questi spazi dovrebbero essere usati per le attività del mondo associativo, per la promozione culturale, come aule studio per studenti universitari e luoghi per incontri, seminari ed eventi. Dovrebbero essere dedicati alla partecipazione civica, all’ampliamento del sistema bibliotecario e alla realizzazione di sale di lettura, archivi e laboratori culturali. Spazi la cui agibilità — chiede il Comitato — dovrebbe essere garantita attraverso una «gestione partecipata».
In particolare viene chiesto al Comune di valutare la fattibilità di diverse ipotesi. La prima è prevedere un’integrazione funzionale con l’attigua Biblioteca comunale Bellini, ampliandone gli spazi e i servizi in continuità con il progetto “Biblioteca casa di quartiere. Cultura, innovazione e inclusione per una economia circolare” attivato anni fa mediante i fondi del Ministero per i Beni e le Attività culturali. Va ricordato, inoltre, che l’Archivio storico del Comune dovrebbe trasferirsi nella vicina sala Bonaventura dell’ex Cisl.
La seconda opzione è «avviare un percorso partecipato con l’associazionismo culturale e le istituzioni scolastiche e universitarie per garantirne la piena fruizione». E ancora: «Aprire gli altri due edifici pubblici, già recuperati e presenti nella stessa area urbana, mettendoli a sistema tra loro per promuoverne le potenzialità». Il riferimento è all’ex sede della Cisl, dove dovrebbero sorgere il Museo della città e il Museo egizio, e all’ex convento dei Gesuiti che dovrebbe ospitare la biblioteca regionale.
Il comitato promotore della “Casa delle culture” conclude sostenendo che «bisogna definire una "visione strategica" capace di coniugare la tutela del patrimonio architettonico, la conservazione delle nostre radici storiche e la crescita culturale della collettività adottando soluzioni in grado di trasformare i ‘luoghi della cultura’ in veri e propri motori di sviluppo sociale ed economico».