Paternò
«Ciappe Bianche, serve una soluzione per dare alloggi dignitosi ai migranti»
Insorgono i sindacati dopo l’ennesimo incendio che ha devastato il campo
All’indomani dell’incendio che ha devastato “Ciappe Bianche”, a Paternò si guarda all’area ai lavoratori stranieri che qui vivono. Occhi puntati soprattutto sul futuro prossimo, in particolare sul prossimo inverno. Si tenta di capire se i lavoratori resteranno ancora lì, se per loro non ci saranno alternative alla precarietà abitativa.
In attesa che dalla Prefettura emerga qualcosa e che si attivi il tavolo tecnico che il prefetto Signoriello vorrebbe proprio su Paternò, ad intervenire sull’argomento sono i sindacati. «Malgrado appelli e denunce, la baraccopoli di Ciappe Bianche a Paternò non ha ancora lasciato spazio a una dignitosa soluzione abitativa per le persone che lì vivono e soffrono. Rappresenta un simbolo di sconfitta civile, costituisce una sfida per la politica e per le parti sociali». A parlare sono i segretari generali di Uila Sicilia e Uila Catania-Messina, Enzo Savarino e Nino Marino, insieme con il segretario territoriale Roberto Prestigiacomo. I responsabili sindacali commentano con amarezza le notizie sull’incendio nella baraccopoli di Ciappe Bianche che ha mandato in fumo oltre all’area anche sette tende, al momento disabitate.
I sindacalisti, sempre nella nota, ricordano come l'organizzazione avesse già «ribadito la proposta di creare nelle aziende agricole, con fondi statali e comunitari, alloggi temporanei per gli operai stagionali».
«Questa è la strada per eliminare i ghetti della migrazione e sottrarre al caporalato e alla mafia dei campi il controllo su migliaia di lavoratori - si legge sempre nella nota - per la Uila la via d'uscita passa dal dialogo negli enti bilaterali e dalla collaborazione con le istituzioni e con le aziende sane, impegnate a costruire futuro nella dignità in Sicilia e a combattere la concorrenza sleale di chi accumula profitti illeciti fondando la produzione sullo sfruttamento. Sulle nuove schiavitù. Non c'è più tempo per i rinvii: serve dignità subito».
Nell’attesa che una soluzione venga trovata i lavoratori stagionali restano a “Ciappe Bianche”, semivuota visto che le persone che in questo momento qui vivono sono circa una ventina. La situazione sarà ben diversa tra qualche mese, con “Ciappe Bianche” che in pieno inverno conta oltre 200 persone che qui vivono in condizioni igienico-sanitarie e abitative pessime e disumane.