Il verdetto
Disastro ambientale a Gela, un capitolo chiuso: dichiarato inammissibile in appello l'ultimo ricorso, assoluzioni confermate
No della Corte d'appello di Caltanissetta al ricorso dell’accusa contro vertici Eni
La Corte d’appello di Caltanissetta ha chiuso definitivamente il procedimento nato dall’ipotesi di un disastro ambientale legato alle attività industriali nel sito gelese negli anni in cui raffinava greggio, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dall’accusa contro le assoluzioni emesse in primo grado.
Il collegio penale di Gela aveva già escluso responsabilità penali per manager e tecnici delle società del gruppo energetico, ritenendo che le condotte contestate non integrassero reato o che gli imputati non avessero commesso i fatti. Secondo la ricostruzione accusatoria, negli anni si sarebbe verificata una contaminazione estesa di diverse matrici ambientali, attribuita al ciclo produttivo locale. Una tesi che la difesa ha sempre respinto, sostenendo l’assenza di un nesso diretto tra le attività aziendali e gli effetti ambientali contestati.
La Corte d’appello, dopo aver già rigettato il ricorso per alcune posizioni, ha esteso la stessa valutazione anche agli altri imputati, confermando così l’impianto assolutorio del primo grado. Era stata esclusa anche la responsabilità amministrativa della società che gestisce la raffineria. Nel procedimento si erano costituite parti civili il Comune di Gela, l’Avvocatura dello Stato per il Ministero dell’Ambiente, associazioni ambientaliste e numerosi cittadini e proprietari terrieri che hanno denunciato danni alla salute e alle attività svolte nelle aree vicine agli impianti.