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L'operazione

Cocaina consegnata come una pizza a domicilio in tutta la città: sette misure cautelari a Palermo

Operazione a Palermo: rete capillare di pusher‑rider consegnava cocaina dalla periferia ai quartieri più esclusivi; sette misure cautelari, cinque in carcere, intercettazioni e appostamenti svelano un sistema con linguaggio in codice e consegne notturne.

25 Giugno 2026, 12:55

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Polizia

Un traffico di cocaina diffuso in ogni angolo della città, dalla periferia ai quartieri più esclusivi, con pusher che si muovevano come veri e propri rider per recapitare le dosi direttamente ai clienti. È il quadro emerso dall'operazione condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che ha portato all'esecuzione di sette misure cautelari nei confronti di altrettanti palermitani.

L'ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, rappresenta il risultato di una lunga e complessa attività investigativa sviluppata nel corso del 2024 e del 2025. Cinque degli indagati sono stati trasferiti in carcere, mentre per altri due è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Secondo l'impianto accusatorio, quattro persone avrebbero fatto parte di una strutturata associazione dedita alla detenzione e allo spaccio di ingenti quantitativi di cocaina. Altri tre soggetti sono invece accusati di aver partecipato, in concorso, a diverse attività di traffico e vendita della sostanza stupefacente.

Le indagini della Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato hanno permesso di ricostruire una rete di distribuzione capillare che attraversava l'intero tessuto urbano. Lo spaccio non sarebbe stato confinato alle tradizionali piazze di droga o ai quartieri popolari, ma avrebbe raggiunto indistintamente zone residenziali, luoghi della movida e aree considerate da sempre simbolo della "Palermo bene".

Dalla Noce alla Zisa, passando per via Dante, Politeama, Borgo Vecchio, piazza Magione, Villaggio Santa Rosalia, Sperone, Strasburgo e via Roma, gli investigatori hanno documentato un'attività incessante, alimentata da una domanda trasversale che coinvolgerebbe diverse fasce sociali.

Decisive si sono rivelate le intercettazioni telefoniche, che hanno consentito agli investigatori di ricostruire ruoli, contatti e modalità operative del gruppo. Le conversazioni, tuttavia, erano spesso caratterizzate da un linguaggio in codice: parole apparentemente innocue venivano utilizzate per indicare quantità, prezzi e qualità della droga. Un vero e proprio sistema di comunicazione criptata che ha richiesto mesi di paziente lavoro per essere decifrato.

Accanto agli strumenti tecnologici, gli agenti hanno fatto ricorso ai metodi investigativi tradizionali. Appostamenti, pedinamenti e servizi di osservazione, spesso svolti durante le ore notturne e nei fine settimana, hanno consentito di seguire gli spostamenti degli indagati e verificare sul campo quanto emerso dalle intercettazioni.

In numerose occasioni gli investigatori hanno fermato gli acquirenti subito dopo la cessione delle dosi, acquisendo così ulteriori riscontri alle ipotesi accusatorie. Fondamentale anche l'analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nelle attività commerciali delle zone interessate.

Dalle indagini è emerso che il volume degli affari aumentava sensibilmente durante i weekend, soprattutto nelle aree della movida cittadina. Per soddisfare le richieste della clientela, gli spacciatori sarebbero rimasti operativi per tutta la notte, effettuando consegne rapide in diversi quartieri della città.

Nel corso dell'esecuzione delle misure cautelari è stato necessario anche l'intervento di personale femminile della Polizia di Stato, poiché tra gli arrestati figuravano due donne. Contestualmente si è provveduto all'affidamento dei minori presenti.

Al termine delle formalità di rito, i cinque destinatari della custodia cautelare sono stati trasferiti nel carcere Pagliarelli di Palermo, mentre gli altri due indagati sono stati sottoposti all'obbligo di firma.

Le indagini proseguono per chiarire ulteriori aspetti della rete di traffico e individuare eventuali altri soggetti coinvolti.