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Ragazzo di 17 anni salvato da una dialisi certa

Diagnosticata con tempestività - grazie ad un perfetto lavoro di squadra - una grave malattia rara

25 Giugno 2026, 13:35

13:40

Ragazzo di 17 anni salvato da una dialisi certa

Una corsa contro il tempo, una diagnosi lampo e un perfetto lavoro di squadra. Così un ragazzo di 17 anni, arrivato nei giorni scorsi al Pronto soccorso del Policlinico “Gaetano Martino” di Messina con un malessere generale e un marcato colorito giallastro, ha evitato la dialisi.

A sole ventiquattro ore dal ricovero, il giovane ha potuto iniziare una terapia mirata che gli ha salvato i reni e la vita. L’equipe di Nefrologia, guidata dal professore Domenico Santoro ha intuito immediatamente la gravità della situazione.

Il sospetto clinico si è indirizzato verso una patologia genetica rarissima e severa: una microangiopatia trombotica, secondaria a sindrome emolitico uremica atipica (SEUa). Una malattia che, se non trattata tempestivamente, distrugge i reni, ma per la quale oggi esiste una cura risolutiva.

La macchina organizzativa dell’ospedale universitario si è attivata all’istante, coinvolgendo in modo sinergico ben otto strutture: pronto soccorso, ematologia, centro trasfusionale, centro vaccinale, malattie infettive, farmacia e l’unità farmaci antiblastici (UFA).

A trasformare il sospetto dei medici in certezza è stata la storia familiare: anche il padre del ragazzo era stato colpito dalla stessa identica patologia alla medesima età. Poiché la terapia d’urgenza abbatte le difese immunitarie, il paziente è stato vaccinato e contemporaneamente sottoposto a copertura antibiotica grazie al supporto di Malattie Infettive.

Nel giro di due giorni dall’inizio del trattamento, i parametri vitali sono rientrati nella norma.

«Un tempo per queste patologie era necessario il trasferimento nei centri del Nord - spiega il prof. Santoro - Questo caso dimostra l’eccellenza della sanità pubblica».

Un successo ribadito dal direttore amministrativo, Elvira Amata, che ha lodato la multidisciplinarità della struttura. Ma il ringraziamento più bello è arrivato dalla madre del 17enne: «Oltre alla cura, abbiamo trovato una straordinaria umanità».