il caso
Maglia nera del riciclo: perché la Sicilia non sa raccogliere il vetro (e la Val d'Aosta ne recupera più del doppio)
Impianti carenti e comunicazione debole condannano la regione all'ultimo posto in Italia, lontanissima dagli obiettivi di circolarità
L’Italia celebra un traguardo storico nel riciclo del vetro: nel 2025 il tasso di recupero ha raggiunto l’82,1%, superando ampiamente gli obiettivi fissati dall’Unione europea.
Dietro il successo, tuttavia, emerge un Paese ancora diviso, con la Sicilia che resta fanalino di coda in termini di efficienza.
I dati diffusi da Coreve sono inequivocabili: in Valle d’Aosta ogni cittadino conferisce in media 62,7 chilogrammi di vetro all’anno, mentre in Sicilia il quantitativo si ferma a 28,6 chili pro capite.
Una forbice profonda non solo rispetto ai primati del Nord, dove la media tocca 46,7 chilogrammi, ma anche rispetto al dato nazionale, pari a 40,6 chili per abitante.
La regione siciliana scivola così all’ultimo posto di una graduatoria che misura l’efficacia dei sistemi locali di gestione dei rifiuti.
Questo squilibrio non può essere liquidato come un semplice rallentamento. Le radici del ritardo affondano in criticità strutturali: carenza di impianti adeguati, servizi di qualità inferiore, comunicazione poco incisiva nel sensibilizzare i cittadini.
A ciò si somma un’organizzazione della raccolta, sia domiciliare sia stradale, che fatica a modellarsi in modo capillare sulle peculiarità del territorio isolano.
Il gap siciliano non è solo un problema ambientale: rappresenta anche una grande occasione economica sprecata. Più vetro rientra nei cicli produttivi, maggiori sono le risorse destinate ai Comuni e minori i costi di smaltimento in discarica.
Nel 2025 i corrispettivi riconosciuti da Coreve agli enti locali hanno raggiunto i 146 milioni di euro.
Un segnale incoraggiante arriva comunque dal Mezzogiorno, dove si è registrato un incremento degli incassi superiore al 31%.
Un progresso che dimostra come il riciclo del vetro possa diventare una leva decisiva di riequilibrio territoriale: innalzare qualità e quantità della raccolta in Sicilia significherebbe immettere liquidità e nuove entrate direttamente nei bilanci comunali.
La vera frontiera dell’economia circolare italiana non è più provare che il vetro si ricicla con successo, ma assicurare che ciò avvenga con la stessa efficienza da Nord a Sud.
Il prossimo salto del Paese si misurerà sulla capacità di colmare l’attuale, inaccettabile distanza tra i 62,7 chilogrammi della Valle d’Aosta e i 28,6 della Sicilia. È nell’Isola che oggi si gioca la partita decisiva per costruire un sistema di recupero davvero equo e nazionale.