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26 giugno 2026 - Aggiornato alle 10:26
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Guardia di finanza

Fiamme gialle contro evasione e riciclaggio a Palermo, il bilancio di un anno e 5 mesi: sequestri per 30 milioni di euro e 290 denunce

Svolte 112 indagini "per disarticolare le filiere criminali responsabili di frodi fiscali e connessi profili di riciclaggio"

26 Giugno 2026, 10:01

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Nel 2025 e nei primi cinque mesi del 2026, la Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito circa 2.500 interventi e oltre 1.500 indagini a contrasto degli illeciti economico-finanziari e delle infiltrazioni della criminalità nell’economia: un impegno “a tutto campo” a tutela di famiglie e imprese. Sono alcuni dei dati che emergono dalle indagini compiute dalle Fiamme gialle nel capoluogo siciliano. Il contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali è un obiettivo identitario della Guardia di finanza che, grazie alla sua vocazione investigativa, ha svolto 112 indagini di polizia giudiziaria finalizzate a disarticolare le filiere criminali responsabili di frodi fiscali e connessi profili di riciclaggio. Queste attività hanno consentito di denunciare 290 soggetti per reati tributari, di cui 4 tratti in arresto. All’esito delle indagini delegate dall’Autorità giudiziaria sono state sottoposte a sequestro disponibilità patrimoniali e finanziarie costituenti profitto dell’evasione e delle frodi fiscali, per un valore di oltre 30 milioni di euro, nonché cautelato oltre 15 milioni di euro di crediti d’imposta agevolativi in materia edilizia ed energetica inesistenti.

Parallelamente all’azione repressiva, la Guardia di finanza assicura una costante opera di prevenzione dei fenomeni fraudolenti. Sono state avanzate all’Agenzia delle entrate 20 proposte di cessazione della partita IVA nei confronti di soggetti economici connotati da profili di pericolosità fiscale e segnalati per il preventivo “blocco” circa 65 mila euro di crediti fiscali non spettanti o inesistenti, al fine di impedirne il possibile utilizzo improprio attraverso la compensazione di debiti fiscali “veri”.

Sul fronte dell’evasione fiscale internazionale, l’attenzione è stata concentrata sull’individuazione delle più moderne e sofisticate manovre di pianificazione fiscale aggressiva, realizzate anche attraverso piattaforme digitali, l’omessa dichiarazione di plusvalenze tassabili in Italia o maturate nel settore dei cripto asset. È stato assicurato, al contempo, un costante presidio nel contrasto al sommerso economico. Le attività ispettive, infatti, hanno permesso di individuare 116 evasori totali, ossia esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti al fisco, nonché 1.227 lavoratori in “nero” o irregolari, consentendo di rilevare ipotesi di illecite esternalizzazioni di manodopera e di indebito sfruttamento dei lavoratori.