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L'intercettazione

Ponte sullo Stretto, l'ad Ciucci al telefono con Saccomanno: «Abbiamo vinto al Totocalcio?»

L'ipotesi della procura di Roma è che le conversazioni rivelino presunte pressioni su giudici e promesse di incarichi per condizionare il parere della Corte dei Conti sul ponte sullo Stretto

26 Giugno 2026, 10:50

11:01

L'intercettazione, Ciucci parla con Saccomanno: "Abbiamo vinto al Totocalcio?"

“Abbiamo vinto al Totocalcio?”. È questa la domanda che Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, rivolge a Giacomo Saccomanno, allora consigliere della società in una telefonata intercettata. È il 2 ottobre scorso quando Saccomanno, uomo di fiducia di Matteo Salvini, telefona a Ciucci chiedendo un incontro urgente e anticipandogli di avere “una buona notizia”. Un' intercettazione dei carabinieri del Ros, agli atti dell'inchiesta della procura di Roma per corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio pubblicata oggi dal Fatto Quotidiano, ma anche dal Corriere della Sera e da La Repubblica. Indagati dalla procura romana

Saccomanno, l'imprenditore Vincenzo Virgiglio, e l'ex presidente della corte dei Conti, Tommaso Miele. Ciucci, invece, non risultata indagato.

La tesi ddell'accusa è che Saccomanno e Virgilio abbiano stretto dei rapporti Miele per condizionare positivamente il parere che la Corte dei Conti avrebbe poi dato sul progetto del Ponte sullo Stretto. Mentre il magistrato contabile avrebbe avuto la promessa dopo il pensionamento di incarichi remunerativi.

I giorni in cui avviene la conversazione intercettate precedono l'esito del parere della Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo Stretto. I giudici hanno poi dato parere negativo il 28 ottobre scorso.

Secondo quanto riportato ancora dal Fatto Quotidiano, negli atti veongo ripercorsi i giorni che precedono il parere della Corte contabile. E così: il 28 settembre 2025 Saccomanno chiede a Virgilio di chiamare Miele. I due si rincontrano dopo pochi giorni. “Pietro! Tu ci sei più tardi? Ho una buona notizia da darti”, dice Saccomanno nella telefonata intercettata dal Ros. Ciucci replica: “Abbiamo vinto al Totocalcio?”. Saccomanno: “No! Ancora no, però potremmo vincere...”. Ciucci non è indagato e dalla trascrizione non emerge il tono: era semplicemente ironico? Nelle carte dell'indagine romana spunta pure l'ipotetico coinvolgimento di altri due giudici, Virgilio, infatti, parlando con un avvocato dice: “Ho altri due membri che quella sera te li porto là io... molto importanti, molto importanti”. L'ipotesi dell'accusa è che Virgilio si stesse riferendo a due giudici, le cui posizioni adesso sono al vaglio della magistratura romana.

Dopo il parere negativo dei giudici, il clima è molto teso.

Era tutto pronto per un evento che avrebbe dovuto festeggiare il , l'Accademia Calabria avevano tutto pronto a Palazzo Valentini.

Ma le cose prendono una piega molto diversa, e Saccommanno commenta a chi gli chiede se Salvini, che doveva concludere i lavori, verrà:

D’altro canto, con la rabbia che ha addosso figurati se...”, dice Saccomanno.

E poi, sempre riferendosi a Salvini, aggiunge: ”Mi ha scritto che comunque... ha detto se i magistrati vogliono la guerra, la guerra sia... quindi (ride, ndr) ti ha già detto tutto”.