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Sanità virtuosa

Dal pronto soccorso del Policlinico di Messina al trapianto: la sinergia che ha salvato una mamma

Da un infarto a 10 giorni dal parto al trapianto: la sinergia tra le strutture sanitarie messinesi e palermitane ha salvato la vita a una 38enne

26 Giugno 2026, 12:34

12:40

Dal pronto soccorso del Policlinico di Messina al trapianto: la sinergia che ha salvato una mamma

Il pronto intervento del Polclinico e una forte sinergia con le altre strutture sanitarie hanno salvato al vita a una partoriente. Una giovane di 38 anni, mamma per la seconda volta, ha provato nuovamente tornando a casa dopo quasi due mesi e un percorso di cure che le ha restituito letteralmente la vita.

Comincia tutto a dieci giorni dal parto, con un dolore al torace pressante e una difficoltà a respirare persistente insorti alcuni giorni prima; sono le ragioni che la spingono a recarsi al pronto soccorso del Policlinico di Messina, guidato Giovanni Di Maio, ed è qui che l’Ecg mostra la presenza di un infarto acuto in corso, con una parte del cuore già andata in necrosi. Immediato l’intervento dei cardiologi interventisti - coordinati da Antonio Micari - che, supportati dagli anestesisti del Servizio di Anestesia diretto da Anna Teresa Mazzeo, eseguono la coronarografia diagnosticando una dissecazione coronarica spontanea, Scad di tipo 4, la più temibile; significa che una parte del vaso si scolla, chiudendolo e ostruendo il flusso coronarico. Una patologia rara che ha una incidenza più elevata nelle giovani donne.

Una storia che racconta una filiera di assistenza in rete virtuosa, in cui il policlinico di Messina ha trattato la parte più acuta dell’emergenza e che fa comprendere quanto la gestione efficace dei processi e dei percorsi sinergici sia determinante perché anche il trapianto possa andare a buon fine. È ciò che è accaduto in questa circostanza consentendo che la macchina dei trapianti funzionasse alla perfezione e la paziente potesse ricevere quel cuore che le ha salvato la vita.

L’intervento degli emodinamisti è stato fondamentale per stabilizzare il quadro clinico e posizionare quattro stent; ciò nonostante nella fase periprocedurale la paziente, fortemente instabile, ha subito un arresto cardiaco. Al fine di preservare il circolo sanguigno è stata prontamente inserita una pompa intracardiaca percutanea, introdotta dall’arteria femorale, che aiuta il cuore a pompare il sangue in modo efficace mantenendo in vita la paziente. I professionisti in campo, cardiologi e anestesisti, non si sono arresi e - dopo averla defibrillata ed esercitato tutte le manovre rianimatorie - sono riusciti a far ripartire il cuore. Tutto ciò ha fatto sì che gli organi rimanessero sempre perfusi in modo corretto.

Trasferita al Papardo dal rianimatore di guardia emergenza della Rianimazione con Terapia Intensiva, guidata dal Prof. Alberto Noto, la paziente è stata posta in circolazione extracorporea (Ecmo) presso la Cardiochirurgia dell’Ospedale Papardo, diretta da Francesco Patanè, immediatamente disponibile. Da lì lo spostamento in elicottero all’Ismett di Palermo senza alcun danno né a livello cerebrale, né renale e polmonare. Condizioni, queste, essenziali per renderla eleggibile al trapianto in emergenza e poterla mettere in lista zero per il primo cuore disponibile, poi trapiantato a distanza di pochi giorni dall’équipe del centro trapianti Ismett.

Una bella storia - ha sottolineato il direttore amministrativo, Elvira Amata - che mostra l’importanza del lavoro sinergico in rete, parte fondamentale dei processi assistenziali. Ma è anche una storia che testimonia passione e amore per il proprio lavoro, quella che i nostri professionisti hanno manifestato in questa occasione con la loro preparazione e determinazione. Tentare il tutto e per tutto per salvare una vita. Li ringrazio per l’impegno quotidiano. Sono felice di sapere che questa mamma ha potuto riabbracciare i suoi bimbi e a lei auguriamo tutto il meglio che la vita le possa riservare”.

(Nella foto da sinistra i professionisti che sono intervenuti: Giuseppe Iraci, Roberto Iannì, Domenica Calatozzo, Antonio Micari, Giovanni Di Maio, Sophia Sorrenti, Danilo Mortelliti. Hanno partecipato all'intervento anche Gabriele Carciotto e Carlo Giusti).