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Legge elettorale

Scerra contro la riforma del centrodestra: «Siracusa senza voce: collegi cancellati»

Il parlamentare M5s accusa la maggioranza di voler riscrivere le regole del voto per motivi politici, riducendo la libertà di scelta degli elettori

26 Giugno 2026, 16:29

16:30

Scerra contro la riforma del centrodestra: «Siracusa senza voce: collegi cancellati»

Nuovo scontro politico sulla riforma della legge elettorale. Il deputato del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra attacca duramente la proposta del centrodestra, accusata di voler eliminare i collegi uninominali e ridurre la rappresentanza diretta dei territori, con effetti anche sulla provincia di Siracusa.

Intervenendo in Aula, Scerra ha definito la riforma "sbagliata" e "pensata per comprimere la libertà di scelta degli elettori", sostenendo che l’obiettivo della maggioranza sarebbe quello di "costruire una legge elettorale su misura per evitare la sconfitta alle prossime elezioni".

Secondo il parlamentare pentastellato, la cancellazione dei collegi uninominali comporterebbe un cambiamento profondo nella rappresentanza politica: "Verrebbero eliminati tutti i collegi territoriali perché il centrodestra ha capito che nel Centro e nel Sud li perderebbe", ha affermato.

Tra gli effetti indicati da Scerra vi sarebbe anche la soppressione del collegio uninominale di Siracusa, che – nelle sue parole – priverebbe il territorio di un riferimento diretto nella competizione elettorale, rafforzando il ruolo delle segreterie di partito nella selezione degli eletti.

Nel suo intervento, il deputato M5s ha inoltre accusato il governo di non aver affrontato le principali criticità economiche e sociali del Paese, con particolare riferimento al Mezzogiorno. "È il governo più antimeridionalista della storia d’Italia", ha dichiarato, citando tra le criticità l’eliminazione del credito d'imposta per il Sud, il ridimensionamento del fondo di perequazione infrastrutturale e le tensioni sull’autonomia differenziata.

Per Scerra, la riforma elettorale in discussione rappresenterebbe quindi un intervento "distorsivo della volontà degli elettori" e finalizzato a compensare un calo di consensi della maggioranza. Il Movimento 5 Stelle, ha concluso, continuerà a opporsi al provvedimento in tutte le sedi parlamentari.