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la spiaggia

Palermo, nuovo scontro a Mondello sulla richiesta di proroga da parte della Italo Belga. La Vardera: «Valutare attentamente»

La società: «Pronti in 15 giorni»

27 Giugno 2026, 07:00

Palermo, nuovo scontro a Mondello sulla richiesta di proroga da parte della Italo Belga. La Vardera: «Valutare attentamente»

Il nuovo match su Mondello e sulla presenza di Italo Belga sulla spiaggia si consuma su una richiesta di proroga che la società ha fatto all'assessorato al Territorio e alla capitaneria, un documento per continuare a usare un mezzo meccanico per la pulizia dell'arenile e che invece è stato letto come un'ammissione di essere in ritardo e di non potere fare partire la stagione in tempo. Tra chi ha interpretato in questo modo il documento c'è Ismaele La Vardera, deputato regionale che sulla concessione di Mondello si è intestato una lunga battaglia, che ieri pomeriggio ha reso pubblica una comunicazione all'assessore al Territorio Giusi Savarino in cui La Vardera chiede di valutare con la massima attenzione l'istanza della società e, se ci fossero i presupposti, di non rinnovare la concessione a Italo Belga.

Prima cosa, la richiesta di Italo Belga. Si tratta in effetti di un documento con oggetto «Pulizia straordinaria spiaggia con mezzi meccanici - Prosecuzione attivitá», dunque una richiesta da parte della società di poter continuare a usare un mezzo per pulire l'arenile. Cosa su cui deve essere concessa un'autorizzazione esplicita. Non, quindi, una richiesta di proroga della stagione balneare. Come già scritto due giorni fa da Italo Belga in un comunicato, la stessa richiesta è stata fatta in anni precedenti, sempre per lo stesso motivo.

Non a caso, leggendo la richiesta per la pulizia straordinaria del 2024 e leggendo quella presentata qualche giorno fa, si può notare che i testi sono totalmente identici. «Si comunica che - scrive Italo Belga - sia a causa dell'estensione dello spazio in concessione sia in conseguenza del continuo e sconsiderato abbandono di rifiuti da parte del libero fruitore della spiaggia prima della fase di avvio della stagione balneare, i lavori non sono stati portati a termine». Per questo, la società chiede «una proroga della sopracitata autorizzazione della durata di ulteriori 29 giorni». Il tutto per potere completare i lavori e «avviare compiutamente la corrente stagione balnare».

Questo scriveva Italo Belga nel 2024 e questo scrive nel 2026. Unica differenza, la data in testa ai documenti: nel 2024 la nota sui frequentatori della spiaggia libera che lasciano rifiuti era di metà aprile, quest'anno di fine giugno. Un ritardo legato, sostiene da settimane la società, ai tempi della vicenda amministrativa che ha visto il tentativo da parte della Regione di revocare la concessione a Italo Belga, e che si è risolta solo a maggio con la decisione del Cga di lasciare alla società la concessione. La preparazione della spiaggia dunque è potuta partire con mesi di ritardo rispetto a quando lavori, assunzioni e altre operazioni iniziavano in pieno inverno. Gli stessi lavori con pala meccanica, fa sapere la società, sono più difficili in giugno, quando ci sono molti più bagnanti presenti sulla spiaggia.

Dunque, a parte il ritardo per la questione amministrativa, la società stessa fa sapere che sarà pronta a lavorare a pieno regime in quindici giorni. Questo però al netto della reperibilità di bagnini, un problema che però affligge tutta Italia.

Fino a qui quello che scrive la società. Ismaele La Vardera però scrive all’assessorato che il ritardo di Italo Belga «non deve trasformarsi in un vantaggio per la società». Nella sua lettera indirizzata a Savarino il deputato ribadisce che «la società avrebbe chiesto un differimento dei termini concessori sostenendo di non essere riuscita a completare gli interventi necessari per l'avvio della stagione balneare», e chiede di valutare con rigore questa richiesta. Questo perché «la rimozione dei rifiuti, e l'adempimento di tutti gli obblighi posti a carico del concessionario costituiscono infatti elementi essenziali del rapporto concessorio». Proprio l'asserita impossibilità di adempiere tempestivamente a tali obblighi non può, a mio avviso, trasformarsi in un presupposto per ottenere un'estensione dei termini della concessione. Al contrario, dice La Vardera: se Italo Belga non fosse in grado di assicurare il rispetto degli obblighi, si dovrebbe valutare «l'esatto adempimento» delle condizioni di concessione. Ovvero, si sarebbe di fronte a un inadempimento da parte della società.

La Vardera infatti richiama proprio il provvedimento di revoca in cui a febbraio la Regione aveva elencato i presunti inadempimenti della società per motivare la caduta del rapporto di fiducia: «Per tali ragioni - conclude quindi il deputato regionale e leader di Controcorrente - Le chiedo di voler valutare con la massima attenzione l'istanza presentata dalla Mondello Immobiliare Italo Belga e, ove ne ricorrano i presupposti di legge, di non concedere alcuna proroga della concessione, evitando che eventuali ritardi imputabili al concessionario possano tradursi in un indebito vantaggio a suo favore».