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l’amministrazione

Palermo, Brigida Alaimo vicesindaco: scatta la partita delle partecipate e sugli equilibri nel centrodestra

La nomina arriverà nei prossimi giorni

27 Giugno 2026, 06:30

Palermo, Brigida Alaimo vicesindaco: scatta la partita delle partecipate e sugli equilibri nel centrodestra

Questione di weekend o poco più, e Brigida Alaimo indosserà la fascia da vicesindaco. Alla risoluzione del nodo si accompagnano adesso questioni legate allo spoil system nelle partecipate e agli equilibri interni sia a Fratelli d’Italia sia, più seriamente, dentro l’intera coalizione. L’enigma tutto interno ai meloniani è intanto risolto a favore dell’assessore al Bilancio, in squadra con la parlamentare Carolina Varchi che proprio a lei lasciò le deleghe assessoriali. Ora il passaggio di campana è completo, visto che la Varchi ricoprirà prima di Giampiero Cannella il ruolo di vice Lagalla: la nomina di Cannella a sottosegretario ha innescato la reazione a catena, nel testa a testa con Dario Falzone, assessore “anziano” gradito invece al capogruppo consiliare ed eurodeputato Giuseppe Milazzo. Il mancato spacchettamento delle scelte post Cannella - che aveva anche la delega alla Cultura, passata ad Antonio Rini - ha fatto tardare la fisiologica nomina di Tiziana D’Alessandro alla presidenza della seconda commissione consiliare, Urbanistica, finora presieduta da Rini. Il sindaco Lagalla aspetta soltanto l’ultima parola da parte del commissario FdI per la Sicilia Luca Sbardella, che dà comunque la cosa per fatta: fonti a lui vicinissime parlano di «tempi non certi ma probabili».

Prima questione: l’umore di Milazzo, che tutto il partito definisce ottimo, mentre qualcuno afferma che «sarà lui ad accompagnare Alaimo all’investitura: il nostro partito è uno, coeso attorno alle scelte». Gli stessi ambienti vicini a Sbardella, al quesito se l’eurodeputato accamperà legittime pretese per il riconoscimento del proprio impegno, rispondono con un sibillino ma significativo: «L’impegno di Milazzo è e sarà sempre riconosciuto».

Poi ci sono le ripercussioni e le ricostruzioni più o meno “fantasy” che allargano il discorso alle partecipate: nei corridoi si era sparsa la voce, per esempio, che il presidente di Amat, Giuseppe Mistretta, avesse trovato riparo sotto ali varchiane e che questo spiegherebbe la lunga tirata di alcuni giorni fa in aula di Milazzo contro i vertici aziendali, profetica dell’inceppamento del concorso per autisti per presunte irregolarità. Che, peraltro, sono sotto la lente del controllo analogo del quale ha delega l’assessore Alaimo. Versione definita «surreale», quanto a Mistretta, da fonti vicine alla stessa parlamentare. E qui si apre la partita di rimpasti e rimpastini nei cda delle aziende annunciato l’altra sera dal sindaco, che in una nota alle partecipate ha evocato le previsioni civilistiche che hanno spostato i rinnovi all’approvazione del bilancio dopo tre anni dalle nomine. I musi spesso lunghi dentro il centrodestra aprono scenari di rivendicazione: nel mirino, le posizioni ancora tenute dalla Dc smembrata e anche - lo dicono molti meloniani e forzisti - dalla Lega. Che andrebbero rimesse sul tavolo.