Il vertice
PNRR sul filo: cantieri in ritardo, scuole e nidi a rischio a Trapani
Cantieri e pagamenti in ritardo, digitalizzazione completata e scelte urgenti su nidi e rigenerazione urbana
«Tutti i procedimenti rispettano la tempistica Pnrr»: così recita l'esito della cabina di regia che si è riunita in Municipio per fare il punto sui cantieri cittadini, ma da una lettura attenta dei dati emerge che ci sono cantieri in ritardo, altri che hanno dovuto ricorrere alle proroghe, tante rendicontazioni ancora da chiudere e pagamenti che arrancano. Non è emergenza, ma siamo sul filo di lana e ogni giorno che passa pesa. Una riunione in cui il segretario generale, Giovanni Panepinto, si è rivolto ad amministratori e tecnici avvertendo che adesso bisogna fare di tutto per evitare che i ritardi incidano sulle casse dell'ente. Settimane decisive dunque, durante le quali occorre accelerare il più possibile.
Le criticità emergono soprattutto nei progetti più complessi: edilizia scolastica e rigenerazione urbana, dove i numeri parlano chiaro. La scuola dell'infanzia di viale Marche, finanziata con oltre 1,1 milioni, è ferma al 42% dei pagamenti e ha già richiesto una proroga al 31 agosto 2026. Situazione simile per la Leonardo da Vinci, la Marconi e la San Francesco d'Assisi, tutte con avanzamenti tra il 45% e il 48%. Ancora più delicato il caso del basolato di via Cucuzzella e via Sant'Anna, dove i lavori risultano sospesi dal 15 gennaio 2025 per interferenze con un altro intervento sulla Passeggiata dei Tramonti. Pagamenti all'1,44%: un dato che certifica una situazione critica. Sul fronte della rigenerazione urbana, il quadro è misto: palazzo D'Alì, con i suoi 3,9 milioni, avanza ma non abbastanza: i pagamenti sono al 76%, i lavori ancora in corso. Meglio va a Villa Margherita, Don Bosco, Teatro Pardo e al varco sulle Mura di Tramontana, tutti collaudati e in attesa di rendicontazione. Ma il tempo stringe anche qui: la scadenza del 30 giugno si avvicina.
Un passaggio cruciale riguarda gli asili nido. Il segretario Panepinto ha chiesto di verificare quanti nuovi posti potranno essere attivati dopo gli interventi sull'edilizia scolastica, mentre il dirigente Orazio Amenta ha proposto una soluzione che apre un fronte politico: convertire edifici scolastici inutilizzati in nidi, previa autorizzazione ministeriale. Ma forse, come propone Panepinto, è meglio pensare ad un utilizzo delle risorse del distretto sanitario D50. Una scelta che potrebbe cambiare la geografia dei servizi 0-3 anni in città, ma che richiede decisioni rapide e una visione chiara. Sul versante finanziario, i progetti digitali della Missione 1 rappresentano l'unica vera area di tranquillità: tutti completati, pagamenti al 100%, economie reinvestite per coprire debiti fuori bilancio e aggiornamenti software. Una gestione efficace, ma che rivela anche la dipendenza dell'ente da risorse straordinarie per far fronte a esigenze ordinarie. La sfida ora è politica e amministrativa, perché occorre chiudere i cantieri più fragili, accelerare dove possibile, sciogliere i nodi tecnici e decidere il futuro degli edifici scolastici. Il Pnrr può ancora essere un'occasione per Trapani, ma solo se la macchina comunale saprà reggere l'urto della parte finale del percorso.