L'AD di Caltaqua
Piogge rilanciano le riserve idriche in Sicilia, ma reti vetuste tengono a secco il nisseno
Piogge e invasi +65% rassicurano per l'estate 2026; reti vetuste nel nisseno causano disservizi, mentre l'azienda accelera investimenti e prevenzione
La situazione idrica in Sicilia mostra segnali di miglioramento grazie alle piogge che hanno interessato il territorio sia in primavera che in questi giorni. Gli invasi registrano infatti un incremento dei volumi pari al 65% rispetto all'estate 2025, garantendo oggi una disponibilità d'acqua sufficiente sia per gli usi potabili sia per quelli agricoli. Tuttavia, il quadro resta ancora segnato da criticità locali legate soprattutto alla distribuzione. Nel territorio nisseno, infatti, continuano a emergere disservizi causati da reti idriche obsolete e tubature colabrodo che non permettono un regolare approvvigionamento. Una problematica che in questi giorni ha interessato in particolare i comuni di Marianopoli, Vallelunga e Villalba, dove si sono registrati disagi per la popolazione.
Si tratta di una rete gestita da Siciliacque, per la quale da più parti viene indicata come prioritaria la sostituzione integrale delle infrastrutture ormai datate, in alcuni casi risalenti a oltre settant'anni fa. Un intervento strutturale che viene ritenuto indispensabile per superare definitivamente le perdite.
Sul fronte della gestione, Caltaqua evidenzia il percorso già avviato sul territorio provinciale e ribadisce l'impegno verso un modello sempre più orientato alla prevenzione delle crisi, alla conoscenza delle infrastrutture e al miglioramento continuo del servizio. L'obiettivo è quello di “costruire sicurezza” attraverso la programmazione, mettendo in rete competenze, dati e responsabilità per garantire maggiore affidabilità ai cittadini. A fare il punto è l'amministratore delegato Andrea Gallè, che guarda con ottimismo alla stagione estiva. «Gli invasi hanno raggiunto livelli quantitativi importanti» - afferma Gallè - in particolare l'Ancipa presenta oggi condizioni ottimali, anche grazie alle piogge di questa stagione e agli interventi effettuati. Abbiamo riattivato pozzi che erano in disuso, individuato nuove fonti di approvvigionamento e investito sulle condotte. Tutto questo ci consente di dire che per l'acqua l'estate 2026 sarà tranquilla.
Gallè sottolinea inoltre il miglioramento complessivo del sistema. «Oggi possiamo contare su reti più moderne e su una gestione più avanzata» - continua l'ing. Gallè - il lavoro fatto in questi mesi va nella direzione di una maggiore stabilità del servizio idrico.
Se da un lato le riserve idriche tornano a dare respiro alla Sicilia, dall'altro resta centrale la sfida delle infrastrutture, vero nodo cruciale per trasformare il miglioramento emergenziale in una soluzione duratura per il territorio.