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L'evento

Pride fra tensioni politiche e ondata di caldo: Budapest sfila, Parigi e Lione rinviano

In Ungheria si sfila con migliaia di partecipanti nonostante l'assenza del governo, mentre in Francia tutto rinviato tra ospedali sotto pressione e festival annullati

27 Giugno 2026, 16:02

16:10

Pride fra tensioni politiche e ondata di caldo: Budapest sfila, Parigi e Lione rinviano

Fra temperature estreme e tensioni politiche, le manifestazioni dell’orgoglio Lgbt+ hanno segnato due scenari molto diversi in Europa: una parata autorizzata e partecipata nel centro di Budapest e il rinvio, per motivi di sicurezza sanitaria legati all’ondata di calore, delle iniziative previste a Parigi e Lione.

A Budapest la 31ª edizione del Budapest Pride si è svolta nel pomeriggio senza incidenti rilevanti, nonostante il caldo intenso — stimato dagli organizzatori intorno ai 37-38 gradi — e l’assenza di esponenti del nuovo governo. Secondo gli organizzatori alla marcia hanno partecipato fino a 25 mila persone, richiamate anche dalla volontà di riaffermare il diritto di riunione dopo lo sgambetto subito lo scorso anno, quando il governo aveva imposto il divieto alla manifestazione invocando la legge sulla “protezione dei minori”, norma poi oggetto di critiche anche a livello europeo.

Sul palco è salito il sindaco verde di Budapest, Gergely Karácsony, che ha espresso solidarietà alla comunità Lgbt+; assenti, invece, rappresentanti dell’esecutivo guidato da Peter Magyar e del partito Tisza, malgrado il premier avesse dichiarato nei giorni scorsi che «tutti hanno il diritto di raduno che noi garantiamo». Alcuni gruppi di opposizione, liberali, socialisti e verdi, hanno affiancato le istanze del corteo. Episodi di contestazione da parte di manifestanti anti-Pride si sono registrati sul ponte Elisabetta, dove alcune bandiere arcobaleno, issate su indicazione del sindaco, sono state strappate e gettate nel Danubio, gesto che ha acceso la tensione simbolica attorno alla parata.

Diversa la situazione in Francia, dove l’ondata di caldo ha imposto scelte drastiche. A Parigi e Lione le parate del Pride previste per ieri sono state cancellate o rinviate su indicazione delle autorità locali, preoccupate dall’impatto del caldo sulla salute pubblica e dall’aumento delle chiamate ai servizi di emergenza. A Parigi, in particolare, la decisione del prefetto ha determinato il rinvio a data da destinarsi della Marcia, con gli organizzatori che stanno valutando settembre come possibile periodo per recuperare l’evento.

L’emergenza sanitaria legata al caldo è stata confermata dai medici: gli ospedali parigini hanno registrato un aumento consistente degli accessi, con chiamate ai servizi di emergenza salite del 80% nell’ultima settimana. Nei pronto soccorso, ha riferito il primario dell’ospedale Georges-Pompidou, si è verificata una situazione «estremamente grave», con corridoi affollati e pazienti — prevalentemente anziani ma anche cinquantenni e sessantenni — colpiti da febbri molto alte. Il ministero della Salute e le autorità sanitarie hanno espresso forte preoccupazione per l’aumento dei decessi domiciliari, ricordando che «pochi gradi in più si traducono in un aumento molto marcato del rischio di morte».

L’annullamento del festival Solidays nella capitale francese, che avrebbe dovuto concludersi domenica, priverà l’associazione Solidarité Sida di risorse importanti — stimate in circa 3 milioni di euro — destinate ai programmi di prevenzione dell’Hiv/Aids, complicando ulteriormente il quadro delle attività associative legate al Pride.

In sintesi, mentre a Budapest il corteo ha trovato spazio e partecipazione nonostante lo scontro politico sullo sfondo, in Francia la priorità delle istituzioni è stata la tutela della salute pubblica, con conseguenze immediate per il calendario degli eventi Lgbt+. Entrambe le situazioni rimettono al centro il dibattito su diritti civili, responsabilità istituzionali e gestione delle emergenze climatiche che, anche quest’anno, stanno pesantemente condizionando la vita sociale ed economica delle città europee.