Calatino
«Il nubifragio ha distrutto un anno di lavoro»
L’appello alle istituzioni del presidente della Cia per i danni provocati agli agricoltori da un’ora di pioggia e grandine
Una nuova mannaia si abbatte sulla schiena di quanti lavorano la terra. Come se non fossero bastati i guai relativi al calo della produzione e la scarsa remunerazione del grano, ecco che è bastata un’ora di forte pioggia, sferzate di impetuoso vento e grandine grossa come palline di ping-pong ed ecco che agrumeti, oliveti, frutta e colture orticole fortemente danneggiate e in molti casi addio raccolto e piante seriamente danneggiate.
Questo è quanto successo nei terreni intensamente coltivati ricadenti nelle contrade di Caltagirone, Mineo e Grammichele.
«Non ci resta che piangere», questo l’amaro commento di molti agricoltori che, recatisi nei loro fondi dopo il maltempo, hanno constatato come la grandine, abbattutasi con violenza sui frutti li ha bucati, buttati a terra e recato gravi danni anche alle piante e vedere olive, arance e colture ortive bersagliate dalla grandine è stato un nuovo e più grave colpo che ha fatto capire che il clima impazzito è ormai ingovernabile e qualsiasi cosa facciamo, basta un’ora perché sia distrutto tutto, azzerando i redditi del settore.
«Passiamo da un’emergenza all’altra» - aggiunge il presidente della Cia, Francesco Zaccaria - Mi auguro e spero che le Istituzioni si attivino per monitorare e delimitare le zone colpite dal nubifragio e mettano in atto le necessarie procedure per concedere un ristoro economico a quanti hanno perso tutto dopo un anno di duro lavoro.
«Rivolgiamo infine - conclude Zaccaria - un accorato appello, affinché il consorzio di bonifica consenta di programmare l’inizio dei turni di irrigazione, perché è un vero peccato, vedere gli invasi pieni e condotte colabrodo vecchie e senza alcuna tempestiva riparazione e così, a stagione inoltrata, il consorzio non è in grado di fare arrivare l’acqua nei nostri fondi.
Ai danni così si aggiunge anche la beffa per noi agricoltori, con il comparto in piena crisi, aspettando immediati e risolutivi interventi dello Stato, perché la grandine è stata come una mannaia sulle nostre teste e non sappiamo veramente più cosa fare per salvare il nostro comparto agricolo.
Nuccio Merlini