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Furti di rame: maxi colpi a Burgio e Ravanusa, bottino da quasi 30mila euro
Doppia incursione notturna dei ladri nell'Agrigentino: nel mirino l'illuminazione pubblica e il fotovoltaico
Due maxi furti di rame e altri materiali sono stati messi a segno nel corso delle ore notturne. Disagi e danni ingenti.
Il primo episodio si è verificato a Burgio in via Garebici nell’omonima contrada. I predatori dell'oro rosso sono riusciti a sradicare e a portare via ben 1.400 metri di cavi elettrici in rame, della linea di illuminazione pubblica per un danno complessivo di ben 8.500 euro. La scoperta è avvenuta da parte dei residenti alla vista della strada completamente al buio.
Il sindaco di Burgio, Vincenzo Galifi, ha formalizzato la denuncia, a carico di ignoti, per l'ipotesi di furto ai carabinieri della Stazione cittadina. E i militari si sono recati sul luogo per raccogliere elementi utili alle indagini. Una relazione dettagliata è stata inviata anche alla Procura di Sciacca.
Da Burgio a Ravanusa dove ignoti ladri hanno “visitato” il cantiere per l'installazione di un impianto fotovoltaico attualmente in fase di realizzazione in contrada “San Vito”. Rubati 500 chili di rame e 4 generatori di corrente inverter per un bottino che ammonta a ben 20.000 euro. Dopo l'amara scoperta il responsabile ha presentato la denuncia ai carabinieri di Ravanusa. Notiziata la Procura di Agrigento che ha aperto un fascicolo.
Ad agire in entrambi i casi, secondo le ricostruzioni dei fatti, malviventi esperti del settore. Per le modalità d'azione probabilmente i responsabili avevano pianificato i raid, e una volta sui luoghi hanno fatto razzia di rame. Le prime investigazioni fanno propendere per l'ipotesi che le bande conoscessero bene le zone e soprattutto sapessero dell'assenza di sorveglianza. A facilitare i "colpi" anche l'oscurità.