L'iniziativa
Debora Vissani attraversa lo Stretto: bracciate di solidarietà per la ricerca e l'inclusione
Un'ora di nuoto per la dipendente di Poste Italiane che trasforma il dolore in speranza, raccogliendo fondi per la ricerca sui tumori cerebrali e per l'inclusione sociale attraverso lo sport
Un’ora di nuoto per attraversare lo Stretto di Messina e trasformare il dolore in speranza: è l’impresa di Debora Vissani, dipendente di Poste Italiane, che con una traversata sino a Cannitello di Villa San Giovanni ha voluto lanciare un messaggio di solidarietà e raccolta fondi a sostegno della ricerca sui tumori cerebrali e dell’inclusione sociale attraverso lo sport.
Vissani, entrata in Poste Italiane 24 anni fa come apprendista portalettere e oggi impegnata nella formazione in ambito assicurativo, ha realizzato la sua prima traversata dello Stretto dopo mesi di allenamento: «Ho sempre sentito un richiamo irresistibile — racconta — e il desiderio di esplorare ciò che si nasconde sotto la superficie». Il suo percorso di preparazione è stato rigoroso: allenamenti in piscina a partire da settembre e, da maggio, uscite settimanali in acque libere di 4 chilometri nel lago di Castel Gandolfo, accompagnati da una preparazione atletica e nutrizionale specifica.
«Le correnti dello Stretto rappresentano simbolicamente le difficoltà della vita — spiega Vissani — e per affrontarle servono impegno e determinazione». La traversata è nata tre anni fa come progetto condiviso con la madre, scomparsa due anni fa, a cui l’atleta ha deciso di dedicare la sua impresa: «Ho deciso di dedicarle questa traversata, alla sua forza e al suo coraggio. Davanti al dolore possiamo scegliere come reagire: io ho deciso di trasformarlo in energia positiva, in bracciate verso il futuro».
L’iniziativa, battezzata «Due buoni motivi un’unica traversata», è accompagnata da una raccolta fondi sulla piattaforma Rete del Dono e sostiene due realtà con finalità diverse ma complementari: la Fondazione Celeghin, impegnata nella ricerca sui tumori cerebrali, e Sport Senza Frontiere, associazione che promuove l’inclusione sociale dei bambini attraverso lo sport in contesti difficili. Con questo gesto, Vissani ha voluto coniugare sport, memoria personale e impegno civile, mettendo la sua performance a disposizione di chi quotidianamente lavora per la cura e l’inclusione.
Colpisce il profilo personale di Debora: iniziata nel mondo subacqueo con il primo brevetto nel 2003 e diventata istruttrice nel 2006, ha saputo tradurre una passione in una missione che supera il semplice risultato sportivo. Sul piano professionale, il suo percorso interno alle Poste — dallo sportello alla consulenza fino alla squadra commerciale di filiale — testimonia metodo, costanza e attaccamento al lavoro.
La traversata dello Stretto, durata circa un’ora, è stata quindi molto più di una prova atletica: un atto simbolico carico di significato, pensato per sensibilizzare cittadinanza e colleghi sul tema della ricerca oncologica e sull’importanza dello sport come veicolo di inclusione e rigenerazione sociale.
Per chi volesse sostenere l’iniziativa, la raccolta fondi è pubblica sulla piattaforma Rete del Dono a favore della Fondazione Celeghin e di Sport Senza Frontiere: un piccolo gesto che, nelle parole di Vissani, «diventa bracciata verso il futuro» per chi combatte la malattia e per i bambini che trovano nello sport un’opportunità di crescita.
Debora Vissani lascia così un messaggio semplice e forte: dal sacrificio dell’allenamento e dal ricordo personale può nascere solidarietà concreta. Un esempio di come lo sport possa diventare strumento di cura, comunità e speranza.