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L'allarme

Il tombino «bocca dell’inferno» davanti all'azienda sanitaria: allarme in via Brenta

Grata rotta nell'arteria nei pressi della centralissima corso Gelone a due passi da alcuni uffici comunali: passanti e anziani a rischio

27 Giugno 2026, 17:59

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Il tombino «bocca dell’inferno» davanti all'azienda sanitaria: allarme in via Brenta

Quel tombino dalla grata rotta e pericolosissima in via Brenta sembra uno dei trucchi di Willy Coyote per catturare Beep-Beep. Solo che non è un cartone animato, e la trappola a cielo aperto non rischia quotidianamente di farci cadere dentro uno struzzo, ma passanti e residenti.

I paradossi di quel trappolone micidiale sono almeno due: il primo è che la voragine si trova all’inizio di via Brenta, al numero 12, mentre all’esatta fine della stessa strada si trova il cosiddetto “Palazzo di vetro”, ovvero la sede degli uffici comunali dei settori “Programmazione Opere Pubbliche” e “Pianificazione Urbanistica”.

Il secondo è che nel palazzo davanti al quale si apre quella “bocca dell’inferno”, al numero 13, e cioè lì dove i condomini rischiano di cadere dalla sera alla mattina, ci sono due studi professionistici che messi in relazione al pericolo costante fanno sorridere amaramente: uno studio legale e un medico specializzato in bocca e denti. Una sorta di lettura del futuro.

«Ci abitano anche persone anziane – confida una dei residenti – e la sera quando scendono a gettare l’immondizia rischiano di spezzarsi l’osso del collo: i mastelli sono subito dopo la grata rotta». Non solo: lì accanto c’è chi posteggia gli scooter, e dal cavalletto alla fossa maledetta è letteralmente un passo, così come per chiunque scenda dalla macchina o semplicemente scenda dal marciapiede.

Ma il caso di via Brenta, con quel tombino dalla grata dalle sbarre marce e staccate, per sovrappiù origine di scarafaggi in libera uscita e immondizia abbandonata, è solo uno dei segnali più evidenti di una zona, Corso Gelone, dove il fenomeno si ripete in maniera costante.

Infatti il largo viale che attraversa il quartiere soffre della presenza abbondante e pericolosa di altri tombini in pessime condizioni, alcuni dalle grate sgarrupate, altri lungo la via ma dal coperchio o troppo alto, e quindi causa di danni alle ruote o inciampi per i pedoni, o troppo basso rispetto al livello della sede stradale, con conseguenze simili, capitomboli e storte alle caviglie se non peggio.

Non va meglio per i marciapiedi del circondario, frastagliati per i dislivelli o dalle mattonelle sollevate, spaccate, mancanti. Allo stesso modo lungo i marciapiedi saltano all’occhio – a volte solo all’ultimo momento, provocando inciampi – i muretti delle aiuole intorno agli alberi, sbrecciati, rotti e i cui frammenti si sparpagliano tutto intorno.

Intanto i residenti di via Brenta, lì dove il tombino apre la sua bocca di ferro, famelica e pericolosissima, lanciano l’allarme. «Quando qualcuno si romperà il femore o peggio, nessuno al Comune dica di non essere stato avvertito» allerta Emanuele. «Uscire di casa non può trasformarsi ogni giorno in un salto all’ostacolo».