risanamento
Da baraccopoli fatiscenti ad aree di aggregazione, la rinascita della città
Oltre alle demolizioni, in cantiere diversi interventi di riqualificazione urbana in quelle zone particolarmente degradate
Per oltre un secolo le baracche hanno rappresentato una delle ferite più profonde del territorio messinese. Hanno segnato la storia urbana della città, diventando il simbolo del degrado, della marginalità e della precarietà abitativa. Oggi, però, il percorso di risanamento non si limita più alla demolizione degli insediamenti e alla realizzazione di nuove abitazioni per le famiglie trasferite. La sfida è restituire alla collettività gli spazi liberati, trasformandoli in aree pubbliche, luoghi di aggregazione e nuovi polmoni verdi. Il cambiamento di Messina è ormai evidente. La città sta raccogliendo i frutti della legge speciale approvata dal Parlamento nel 2021, con la quale il Governo nazionale ha attribuito poteri straordinari e risorse dedicate al risanamento. La programmazione della Struttura commissariale prosegue anche sul fronte della rigenerazione urbana.
Tra gli interventi più significativi c’è quello di via Macello Vecchio, probabilmente il più simbolico. Al posto della baraccopoli addossata alle antiche mura di Carlo V è nato uno spazio completamente riqualificato, caratterizzato da giardini, percorsi pedonali e un’arena destinata a ospitare eventi culturali e manifestazioni all’aperto. I lavori, eseguiti dall’impresa Emma Lavori per un importo di un milione e 735mila euro, sono stati completati ed è già stato avviato l’iter per la consegna dell’area a Palazzo Zanca. Messina diventa sempre più la città dei parchi. In via Salita Tremonti le vecchie costruzioni hanno lasciato spazio a un intervento che, una volta ultimato, diventerà un nuovo punto di riferimento per l’intero quartiere. Sono stati realizzati spazi attrezzati per lo sport, aree gioco per i bambini, percorsi pedonali, zone relax e nuove aree verdi. L’opera, finanziata con 1 milione e 473mila euro ed eseguita dall’impresa Emma Lavori, restituirà nuova vita a un’altra area degradata della città. Anche in questo caso il traguardo è vicino: la consegna delle opere è prevista entro la fine dell’estate.
Restando nella zona di Giostra, tra gli interventi di maggiore valore ambientale figura la realizzazione del parco Magnolia. L’area interessata supera i 5.300 mq e sarà trasformata in uno spazio pubblico dedicato al tempo libero. Grazie a un finanziamento di 2 milioni e 600mila euro si procederà anche alla bonifica del sito, dove è stata accertata la presenza di materiali inquinanti. Contestualmente saranno tutelate la secolare Magnolia e avviato il recupero dei resti dell’antica Villa De Gregorio, beni sottoposti a vincolo della Soprintendenza. Da un quartiere all’altro, l’obiettivo resta lo stesso: restituire spazi e servizi ai cittadini.
A Camaro l’attenzione della Struttura commissariale è concentrata sul completamento dell’anfiteatro. Il prossimo passo sarà l’apertura del cantiere, già affidato all’impresa Castrovinci Costruzioni Srl grazie a un finanziamento di un milione e 900mila euro. L’intervento consentirà di completare e rifunzionalizzare l’arena, realizzare una sala polifunzionale e nuovi spazi destinati alle associazioni del territorio. Si tratta di un’incompiuta che si trascina da oltre dieci anni, una ferita ancora aperta in una periferia che ha bisogno di luoghi dedicati alla collettività, ai servizi e alla vita sociale. La trasformazione delle ex baraccopoli in parchi e piazze rappresenta un passaggio che va oltre l’aspetto urbanistico. È un cambiamento culturale: luoghi che per decenni hanno rappresentato emarginazione e degrado vengono restituiti alla città, trasformandosi in occasioni di socialità, sport, cultura e inclusione. Una nuova geografia urbana che restituisce dignità ai quartieri e riconsegna ai cittadini spazi pensati per essere vissuti.