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Palermo

Con il cantiere della linea C del tram addio a 276 alberi: sparirà il lilla delle jacarande in corso Tukory e i ficus di via Basile

L’assessore Carta precisa che «gli alberi di corso Tukory che verranno espiantati sono solo quelli malati». Ma è polemica

28 Giugno 2026, 06:15

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Con il cantiere della linea C del tram addio a 276 alberi:  sparirà il lilla delle jacarande in corso Tukory e i ficus di via Basile

Presto quello spettacolo di fiori lilla che ogni primavera colora corso Tukory potrebbe restare soltanto un ricordo sbiadito su qualche cartolina. Le jacarande, tra gli alberi più iconici della città, rischiano di scomparire. Secondo il progetto esecutivo della Linea C del tram, è previsto l’abbattimento di 53 jacarande lungo corso Tukory e di 223 ficus in via Ernesto Basile, per fare spazio alla nuova sede tranviaria.

Mentre in molte città del mondo si punta sulla depavimentazione di piazze e strade, sulla riduzione delle superfici asfaltate e sulla piantumazione di nuovi alberi per contrastare le isole di calore e gli effetti del cambiamento climatico, a Palermo a molti cittadini sembra che la direzione sia un’altra, mentre si investe nella mobilità sostenibile e nel trasporto pubblico. E mentre si progettano nuove linee tranviarie, arrivano anche le nuove pensiline dell’Amat, quasi interamente in plexiglass trasparente: una scelta moderna, ma che nei mesi estivi offre scarsa protezione dal sole.

Complessivamente il progetto della Linea C interessa 362 alberi, ma il percorso delle due alberature non è identico. Le jacarande risultano già previste in rimozione sin dalle fasi iniziali del progetto esecutivo, mentre per i ficus di viale delle Scienze il quadro si è aggravato nel passaggio tra progetto definitivo ed esecutivo, quando sono emerse interferenze con la sede stradale e con i sottoservizi nello spartitraffico centrale.

Sul corso Tukory l’agronomo incaricato dal Comune, Claudio Benanti, ricorda che «circa tre anni fa - racconta - su circa 65 jacarande, una dozzina risultavano già ammalorate e quindi destinate all’abbattimento. La qualità del filare viene definita variabile, da mediocre a scarsa, anche a causa di scelte storiche di piantumazione poco basate su criteri tecnici e più sulla disponibilità dei vivai comunali». Secondo il tecnico, molte specie utilizzate in città non sarebbero adatte ai contesti urbani ma a contesti forestali, e questo avrebbe prodotto nel tempo criticità diffuse.

L’assessore alla Rigenerazione Urbana Maurizio Carta precisa che «gli alberi di corso Tukory che verranno espiantati sono solo quelli, pochi, malati e ne saranno reimpiantati altri. Tutti gli altri rimarranno». Per via Ernesto Basile, aggiunge, i lavori partiranno da altre aree per consentire ulteriori verifiche e soluzioni condivise, da sottoporre agli organi di controllo e alla cittadinanza, nell’ottica di «un miglior equilibrio tra le diverse istanze». Secondo le relazioni tecniche, per molti dei 223 ficus non sarebbe comunque possibile procedere al trapianto a causa delle dimensioni e delle condizioni dell’apparato radicale, motivo per cui il progetto prevede l’abbattimento e la successiva ripiantumazione.

La capogruppo di Oso-Controcorrente Giulia Argiroffi contesta l’impostazione dell’intervento. Sostiene che «ogni albero abbattuto rappresenta una sconfitta per la città e un fallimento della progettazione», perché la vera sfida è «realizzare infrastrutture moderne riducendo al minimo gli impatti ambientali». A suo avviso gli alberi vengono ancora considerati sacrificabili, mentre un buon progetto dovrebbe «dialogare con ciò che esiste», ricordando anche il caso di via Strasburgo, dove il tracciato è stato modificato per evitare edifici, mentre sul verde pubblico non si sarebbe adottato lo stesso approccio.