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Lampedusa si prepara a ricevere Papa Leone: riapre lo scalo di Cala Pisana
Un'apertura temporanea strategica che salva l'operatività dell'isola. Grazie a una torre faro mobile, lo scalo alternativo accoglierà i contingenti di supporto, lasciando spazio ai lavori di ristrutturazione del porto principale
L’isola di Lampedusa è un grande cantiere a cielo aperto, sospinta dall’imminente e storica visita di Papa Leone, prevista per il 4 luglio. Per far fronte a una macchina organizzativa monumentale, che ha ormai fatto registrare il tutto esaurito in ogni albergo e B&B dell'isola, il sindaco delle Pelagie, Filippo Mannino, ha firmato un’ordinanza di riapertura temporanea per lo scalo di Cala Pisana.
Si tratta di una mossa strategica fondamentale: l’attivazione di questo approdo alternativo consentirà infatti di procedere senza sosta con i lavori di manutenzione e sistemazione del porto commerciale, garantendo al contempo l’attracco delle grandi navi militari e della Protezione civile.
Le imbarcazioni non fungeranno solo da mezzo di trasporto, ma da veri e propri hotel galleggianti. Davanti alla maggiore delle Pelagie è attesa la nave della Protezione civile regionale, che ospiterà circa 250 operatori, affiancata dalla nave San Giusto della Marina Militare, destinata ad alloggiare circa 80 sanitari e il resto del personale logistico.
"È un’apertura temporanea perché al momento stiamo utilizzando una torre faro della Protezione civile montata su un carrello", ha spiegato il sindaco Filippo Mannino, sottolineando lo sforzo eccezionale in corso. "Questo ci sta permettendo di portare avanti i lavori al porto commerciale, dove gli operai stanno lavorando incessantemente a ogni ora del giorno. Subito dopo la visita del Papa, procederemo con l'installazione di una torre faro definitiva e la posa di un cancello per delimitare e mettere in sicurezza l’area portuale di Cala Pisana."