Giarre
Stadio di atletica leggera, lavori finalmente al traguardo
Lunedì mattina la formale restituzione al Comune dell'impianto di viale Sturzo dove è stata ultimata la riqualificazione, ora il collaudo: resta da sciogliere il nodo della gestione
Lavori finalmente ultimati nello stadio di atletica leggera di viale Sturzo. Con il completamento delle aree esterne e del parcheggio a servizio della struttura con accessi separati su via La Torre, l’Amministrazione archivia la rifunzionalizzazione della più grande opera incompiuta della città, per la quale, con fondi a valere del Pnrr, sono stati stanziati 2 milioni 960mila euro.
Tra i numerosi interventi eseguiti spicca la nuova pista in tartan colorata di azzurro e rosso: un anello di 400 metri a sei corsie. Il completamento delle aree esterne e del parcheggio di servizio segna il traguardo amministrativo di un cantiere complesso ma vitale per il rilancio sportivo e sociale del territorio. Ma gli interventi hanno riguardato l’intero layout logistico e la sicurezza dell’imponente struttura pubblica.
Nell’area parcheggio sono state realizzate le scale interne per il deflusso del pubblico. Creata inoltre una corsia con accesso dedicato su via La Torre, interamente riservata ad atleti e arbitri per garantire la massima separazione dei flussi. Per difendere l’investimento da incursioni e sciacallaggi, l’area è stata blindata con un moderno sistema di videosorveglianza, pensato per contrastare sul nascere ingressi illegali e atti di vandalismo. Lunedì, alle 11, alla presenza dell’assessore ai Lavori pubblici, Claudio Raciti, dei funzionari dell’Area tecnica e dei tecnici esterni incaricati del monitoraggio del progetto, si svolgerà la formale restituzione del bene al Comune, passo che sancisce l’avvio contestuale delle operazioni di collaudo.
Resta all’orizzonte il nodo gestione. Se il cantiere è tecnicamente chiuso, la vera sfida comincia adesso. Il rischio concreto è che lo stadio, per lunghi decenni rimasto incompiuto, diventando simbolo dello spreco di denaro pubblico negli Anni ’80 quando le opere si costruivano con finanziamenti a “stralcio”, si trasformi in una lussuosa ma inutile “cattedrale nel deserto”. Senza una manutenzione costante e una programmazione delle attività, il degrado potrebbe riprendersi lo spazio in poco tempo. Consapevole di questo pericolo, l’assessore Raciti è apparso categorico sulla linea da seguire: «Gli uffici del Comune devono accelerare l’iter per individuare rapidamente un modello di gestione efficiente. Che si tratti di un bando pubblico o dell’affidamento ad associazioni sportive del territorio, l’obiettivo è uno solo: aprire il gigantesco impianto in tempi record e in totale sicurezza».