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il caso

Dal mare ai social, le acrobazie degli acquascooter su TikTok. L'accesso alle aree protette e i divieti della Capitaneria

Gli scontri e i rischi per bagnanti e ambiente marino

30 Giugno 2026, 07:00

Dal mare ai social, le acrobazie degli acquascooter su TikTok. L'accesso alle aree protette e i divieti della Capitaneria

Sfrecciano a pochi metri dalla costa, eseguono acrobazie tra le imbarcazioni, riprendono tutto con il telefono e poi pubblicano foto e video sui social. È il fenomeno che sta interessando sempre più il litorale del capoluogo, da Sferracavallo fino a Capo Zafferano, alimentando insicurezza tra bagnanti e alterando la tutela dell’ambiente marino. La prima stretta sui pirati dell'acquascooter è arrivata lo scorso weekend attraverso un’ordinanza della Guardia Costiera entrata in vigore venerdì: la nota prevede il divieto di utilizzo e navigazione degli acquascooter e di mezzi similari all’interno delle aree portuali di Isola delle Femmine, Sferracavallo, Fossa del Gallo, e zone limitrofe che ricadono nell’area C della riserva marina protetta "Capo Gallo-Isola delle Femmine".

A spiegare le ragioni del provvedimento è la stessa Guardia Costiera, che sottolinea come il divieto sia legato alle caratteristiche di questi mezzi e agli effetti provocati sull’ecosistema marino. Gli acquascooter sono infatti progettati per una navigazione aggressiva e discontinua, con accelerazioni brusche, cambi di direzione repentini, elevata manovrabilità. Un utilizzo che si traduce in un impatto acustico superiore rispetto ad altre imbarcazioni e in un disturbo significativo per la fauna marina, in particolare nelle zone di maggiore pregio naturalistico. La presenza di questi mezzi può alterare i comportamenti delle specie animali presenti, compromettendo le condizioni necessarie per la riproduzione, l'alimentazione e la sosta.

Il divieto non riguarda però tutte le imbarcazioni. «Resta invece consentita – si legge nell’ordinanza della Capitaneria - nelle zone B e C dell’Area Marina Protetta, la navigazione a motore delle altre unità navali, purché vengano rispettati i limiti di velocità previsti: massimo 5 nodi entro i 300 metri dalla costa e 10 nodi nella fascia compresa tra i 300 e i 600 metri».

Sulla stessa scia, per un maggiore controllo sulle coste della Sicilia occidentale particolarmente affollate nei weekend, verranno impiegati nelle prossime settimane oltre 30 mezzi navali e 400 uomini e donne della direzione Marittima impiegati nell’operazione ‘Mari e laghi sicuri’. «Nel corso dell’operazione - spiegano i militari - saranno intensificati i pattugliamenti sotto costa, con particolare attenzione alle aree di balneazione e alla navigazione da diporto, al fine di prevenire comportamenti pericolosi e garantire il rispetto delle ordinanze di sicurezza. Contestualmente proseguiranno le attività di vigilanza a tutela dell'ambiente marino e costiero, del demanio marittimo e della filiera della pesca, contribuendo alla salvaguardia del patrimonio naturale e al rispetto della legalità».

Tutto ciò succede dopo l’aggressione dello scorso 23 giugno a Capo Zafferano. Alcuni giovani sono stati fermati dalla Guardia di Finanza mentre sfrecciavano tra le imbarcazioni proprio in acquascooter: in poco tempo la situazione è degenerata. Durante i controlli, alcuni giovani hanno abbandonato i propri mezzi tentando di salire sul ponte dei militari dando origine ad uno scontro poi diventato virale.