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Botteghe Alab sotto sequestro, la riunione in Prefettura: gli artigiani chiedono laboratori condivisi per salvare il centro storico
Il caso delle attività sequestrate per presunte irregolarità amministrative
Le botteghe di Alab restano chiuse, ma il confronto con le istituzioni prosegue. Ieri mattina, davanti alla Prefettura di Palermo, decine di artigiani e sostenitori dell'associazione si sono ritrovati già dalle 10, un'ora prima dell'incontro fissato per le 11, indossando le magliette di Alab a sostegno di una realtà che da sedici anni rappresenta l'artigianato creativo del centro storico.
A ricevere la delegazione non è stato il prefetto bensì il viceprefetto Angelo Antonio Alù, che ha ascoltato le ragioni degli associati e la ricostruzione dei fatti illustrata dal avvocato degli artigiani, dal presidente di Alab Pietro Muratore, dal consigliere della Prima circoscrizione Massimo Castiglia e dal presidente della VI Commissione consiliare Attività produttive Ottavio Zacco.
Sul tavolo resta soprattutto la ricerca di una soluzione che consenta agli artisti di riprendere l'attività nel rispetto della normativa vigente. È questa la strada indicata da Ottavio Zacco al termine dell'incontro in Prefettura. «Abbiamo rappresentato al viceprefetto la situazione – afferma Zacco – e stiamo valutando l'ipotesi di avviare un percorso per autorizzare dei laboratori condivisi dove ogni artista potrà vendere le proprie creazioni, perché ritengo che identificare queste figure come artigiani sia un errore. Loro di fatto sono venditori del proprio ingegno e pertanto nei prossimi giorni mi confronterò con il direttivo Alab insieme alla Prima circoscrizione al fine di avviare un percorso che trovi una soluzione immediata nel rispetto delle norme».
L'incontro arriva a pochi giorni dal sequestro amministrativo disposto dalla Guardia di Finanza nei confronti di diciassette botteghe riconducibili all'associazione Alab. Il provvedimento, che ha comportato la chiusura delle attività, nasce dalla contestazione secondo cui alcuni laboratori avrebbero esercitato attività commerciale senza il corretto inquadramento amministrativo e fiscale. Una ricostruzione respinta dall'associazione, che rivendica la natura associativa del progetto e il valore culturale e sociale delle botteghe diffuse nel centro storico.
La vicenda ha acceso un dibattito in città, dividendo chi richiama la necessità del rispetto delle norme e chi, invece, teme che la chiusura delle botteghe possa impoverire ulteriormente il tessuto economico e culturale del centro storico.
«In un centro storico violentato dalla turistificazione e ormai senza regole, a cominciare dalla questione sicurezza – dichiara Massimo Castiglia – la rete Alab costituisce un presidio creativo fondamentale. Spegnere queste luci significa cedere il passo al degrado e alla proliferazione di attività di altra natura, che rischiano di generare tensioni e problemi di ordine pubblico. Il sindaco insieme con tutta la sua giunta dovrebbe essere il primo a difenderla e a trovare una strada per tutelarla».
La mobilitazione, intanto, non si ferma. Il prossimo appuntamento è fissato per mercoledì 2 luglio alle ore 18, quando è stata organizzata una manifestazione cittadina a sostegno degli associati Alab.