Operazione “Onda Nuova”
«Cala la pasta alla carbonara», scattano dodici arresti e c'è pure il fratello del “puffo”
Doppio provvedimento cautelare per il giovane rampollo. Accusato di essere un componente del commando armato di piazza Beppe Montana
Ora non manca più nessuno all’appello. I poliziotti della squadra mobile hanno eseguito i 12 arresti che completano il secondo capitolo dell’operazione “Onda nuova” che qualche settimana fa ha disarticolato il clan Mazzei. Fino a qualche giorno fa due indagati si erano resi irreperibili, Simone Gagliano - che è stato catturato in città - e il calabrese Carmine Alvaro - che si è costituito direttamente in carcere. L’ordinanza è stata firmata dal Luigi Barone dopo gli interrogatori preventivi. Come già anticipato da La Sicilia Gagliano, fratello del più noto Pietro “il puffo” del clan Cappello, non si era nemmeno presentato in Tribunale per sostenere l’interrogatorio. L’indagato si era reso irreperibile, con ogni probabilità, per un altro motivo. A Gagliano infatti i poliziotti oltre che notificare la misura cautelare disposta dal gip Barone, hanno consegnato il fermo emesso dal pm Angelo Brugaletta per la sparatoria avvenuta in piazza Beppe Montana l’11 giugno scorso. Faceva parte dei sei del commando armato che hanno sparato contro i ragazzi che farebbero riferimento alla corrente di Andrea Calabretta dei Cappello. Ieri il giovane Gagliano ha anche affrontato l’udienza di convalida per quest’ultimo provvedimento davanti alla gip Marina Rizza che è puntualmente arrivata.
Simone Gagliano avrebbe gestito la casa di spaccio di via Alonzo e Consoli che sarebbe stata rifornita dai Mazzei, in particolare da Carmelo Grasso “Charlie”. E, infatti, nella drug house dei “puffi” avrebbe operato come pusher anche Agatino Francesco Grasso, il figlio dell’uomo di fiducia della famiglia dei “carcagnusi”. «Calane un po’ di più per la carbonara che gliene salgo un piatto qua sopra, perché sto dando una mano a Simone a contare i soldi... minchia venti anni prendi tu, ah!», diceva Grasso junior alla moglie di Simone Gagliano. Un’intercettazione che ha portato i poliziotti a fare i dovuti accertamenti. Ma nel secondo filone dell’operazione “Onda Nuova” è finita anche la vicenda di un debito di 200mila euro di due palermitani per una fornitura di droga. I due indagati finiti in carcere, Ludovico Accetta e Calogero Benigno, hanno raccontato al gip che si trattava di soldi per una scommessa di una corsa di cavalli. I due calabresi in cella, invece, Carmine Alvaro e Simone Condina, si sono inventati una trasferta a Messina dal dermatologo. Dietro le sbarre anche Giorgio Campisi, il figlio del boss dei Cursoti Milanesi Roberto. Gli altri sei, ai domiciliari, sono Guido Acciarito, Emanuele Indelicato, Francesco Mannino, Danilo Pastura, Claudio Turrisi e Mario Spinella.
