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Priolo Gargallo

I sindacati alzano la voce: “Basta miasmi, vogliamo un tavolo tecnico stabile e misure immediate”

Allarme lanciato da CGIL, CISL e UIL di Siracusa che chiedono un monitoraggio indipendente e tutele per lavoratori e famiglie

30 Giugno 2026, 09:54

10:00

I sindacati alzano la voce: “Basta miasmi, vogliamo un tavolo tecnico stabile e misure immediate”

Nardi, Siragusa e Migliore

CGIL, CISL e UIL di Siracusa — guidate rispettivamente da Franco Nardi, Giovanni Migliore e Ninetta Siragusa — lanciano un duro monito sulla persistente emergenza dei miasmi industriali a Priolo. «Una situazione intollerabile che compromette la qualità della vita e del lavoro», dicono i segretari, e chiedono risposte concrete, controlli indipendenti e tutele per i lavoratori e le famiglie.

La questione odori torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico nell’area industriale di Priolo: CGIL, CISL e UIL di Siracusa denunciano la perdurante emergenza dei miasmi e chiedono misure urgenti e verificabili. «Non siamo più disposti ad assistere all’inazione delle istituzioni e delle imprese. Occorrono risposte immediate, concrete e misurabili», affermano i tre segretari in un documento congiunto.

Le richieste sindacali sono articolate e precise. Al primo punto c’è l’apertura di un nuovo TAVOLO TECNICO STABILE che riunisca Prefettura, Regione Siciliana, i comuni dell’area, ARPA, ASL, le aziende del polo industriale e le organizzazioni sindacali. L’obiettivo — dicono i sindacati — è passare da annunci e interlocuzioni episodiche a un confronto strutturato finalizzato all’individuazione e alla realizzazione di interventi concreti.

Sul fronte del monitoraggio, CGIL, CISL e UIL chiedono l’avvio immediato di un piano straordinario di sorveglianza ambientale e sanitaria “indipendente”: installazione di centraline fisse e mobili, campagne di biomonitoraggio della popolazione esposta e pubblicazione settimanale dei dati raccolti. «Serve trasparenza: i cittadini devono poter conoscere dati aggiornati e confrontabili», si legge nella nota.

Tra le misure tecniche richieste figurano interventi sulle fonti emissive — riduzione delle emissioni odorigene, manutenzioni e adeguamenti tecnologici degli impianti — accompagnati da un cronoprogramma e da un piano di investimenti con scadenze certe. I sindacati sottolineano inoltre la necessità di garanzie occupazionali per i lavoratori durante le fasi di adeguamento: percorsi di tutela della salute, controlli periodici e condivisione in forma anonima dei dati epidemiologici.

Per sostenere le prime operazioni di messa in sicurezza e bonifica locale, le organizzazioni chiedono l’attivazione di un fondo straordinario regionale e nazionale destinato a interventi di mitigazione e supporto alle famiglie più vulnerabili.

«Riteniamo insufficiente la retorica: servono impegni scritti, cronoprogrammi e controlli effettivi — dichiarano Nardi, Migliore e Siragusa —. Le imprese devono assumersi pienamente le proprie responsabilità tecniche ed economiche; le istituzioni devono esercitare i poteri di controllo e tutela della salute pubblica».

Reazioni e contesto

La presa di posizione congiunta dei sindacati arriva dopo settimane — mesi, per molti residenti — di segnalazioni da parte di cittadini, associazioni e amministrazioni locali sul disagio legato agli odori e sui timori per la salute. Nei giorni scorsi alcune aree hanno registrato nuove ondate di cattivi odori che hanno riacceso proteste e richieste d’intervento.

Le istituzioni interessate — Prefettura, Regione, ARPA e ASL — non hanno ancora fornito una risposta ufficiale al documento sindacale nel momento in cui viene pubblicato questo articolo. È però probabile che la richiesta di un tavolo tecnico stabile richieda un coordinamento a più livelli e la calendarizzazione rapida di incontri pubblici, viste le implicazioni sanitarie, ambientali ed economiche.

Dalle aziende del polo industriale è atteso un segnale di disponibilità ad avviare verifiche tecniche e dialogo con le istituzioni. I sindacati hanno ribadito che la collaborazione delle imprese è condizione imprenscindibile: non sono ammesse dilazioni quando sono in gioco la salute e la qualità della vita di intere comunità.

Cosa chiedono i cittadini

Le istanze raccolte attorno alle richieste sindacali sono chiare: monitoraggio trasparente, misure tecniche di riduzione delle emissioni, tutele per i lavoratori e sostegno alle famiglie colpite. Molti residenti sottolineano come il problema non riguardi solo il fastidio olfattivo, ma incida sulla vita quotidiana — dal sonno alla fruizione degli spazi aperti — e alimenti preoccupazioni sulla possibile ricaduta a lungo termine sulla salute.

Prossimi passi

I sindacati chiedono che il tavolo tecnico venga convocato senza indugi e che il piano di monitoraggio e intervento parta entro poche settimane. Le parti sociali hanno chiesto che ogni impegno venga formalizzato per iscritto, con scadenze chiare e verifiche pubbliche dei risultati.

Fino ad allora resta alta la tensione: «Non vogliamo slogan, vogliamo risultati», concludono Nardi, Migliore e Siragusa. La partita aperta a Priolo dovrà misurarsi ora con la capacità delle istituzioni e delle imprese di trasformare le promesse in interventi tangibili.