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Polizia Gela

Aggrediscono un conoscente in casa, due fratelli arrestati dopo una spedizione punitiva per futili motivi

Le indagini, supportate dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di individuare i presunti responsabili

30 Giugno 2026, 10:04

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Aggrediscono un conoscente in casa, due fratelli arrestati dopo una spedizione punitiva per futili motivi

La Polizia di Stato ha arrestato giovedì scorso due fratelli pregiudicati, di 41 e 49 anni, colti in flagranza con l’accusa di lesioni personali aggravate in concorso.

Secondo quanto ricostruito, i due avrebbero organizzato una vera e propria spedizione punitiva ai danni di un loro conoscente per futili motivi.

La vittima, un cinquantenne, è stata aggredita a tarda sera di mercoledì nella propria abitazione e colpita con calci, pugni, bastonate e coltellate.

L’azione violenta è stata interrotta dall’anziana madre convivente che, allarmata dai rumori provenienti dal salotto e dalle urla del figlio, ha chiamato il 112, mettendo in fuga gli aggressori.

Gli operatori del Commissariato, giunti sul posto, hanno trovato l’uomo con diverse ferite da arma da taglio al volto, alla schiena e agli arti; è stato trasportato all’ospedale di Gela per le cure necessarie.

Le indagini, supportate dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di individuare i presunti responsabili.

Entrambi già noti alle forze dell’ordine per vari precedenti, uno di loro — il quarantunenne — era sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata.

I poliziotti li hanno rintracciati nella loro abitazione, dove hanno sequestrato oggetti ritenuti pertinenti al reato, tra cui un coltello, un pezzo di stoffa intriso di sangue e il mezzo utilizzato per la fuga.

Condotti in Commissariato per gli adempimenti di rito, su disposizione del Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Gela gli arrestati sono stati accompagnati nel carcere cittadino a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Durante il trasferimento, ancora all’interno degli uffici di polizia, il quarantunenne ha proferito in dialetto la frase: "tantu un finisci ccà, appena nesciu finisciu u resto", insieme ad altre espressioni dello stesso tenore.

Nell’udienza di lunedì il Gip ha convalidato gli arresti e disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere.

Si ricorda che la responsabilità degli indagati, in virtù del principio di non colpevolezza, sarà accertata solo con sentenza definitiva.