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Aggressione

Violenta lite in strada a Catania tra fidanzati con graffi ed ecchimosi per la donna: 30enne arrestato

La donna è stata soccorsa, e poi ascoltata sull'accaduto, dalla Polizia: emersi anni di abusi e minacce

30 Giugno 2026, 10:47

10:50

Violenta lite in strada a Catania tra fidanzati con graffi ed ecchimosi per la donna: 30enne arrestato

La Polizia di Stato è intervenuta a Catania per sedare una violenta lite in strada tra due fidanzati, prestando soccorso a una donna che presentava graffi ed ecchimosi in varie parti del corpo.

Ristabilita la calma, gli agenti delle Volanti hanno ascoltato la vittima, che lamentava anche dolori al basso ventre.

Secondo quanto da lei riferito, il compagno, un trentenne catanese, l’avrebbe raggiunta nell’abitazione di un’amica, convinto che si trovasse con un altro uomo. Qui l’avrebbe prima afferrata per il collo e poi colpita con ripetuti schiaffi, procurandole lesioni e tumefazioni.

La donna sarebbe riuscita a divincolarsi e a fuggire in strada per chiedere aiuto. Anche all’esterno, tuttavia, l’uomo l’avrebbe nuovamente raggiunta, sferrandole un ulteriore colpo al volto.

L’aggressione sarebbe proseguita se non fosse sopraggiunta tempestivamente una pattuglia, in transito per un servizio di vigilanza nella zona del viale Mario Rapisardi.

Dal racconto della vittima è emersa una relazione segnata da tensioni e violenze, con frequenti aggressioni verbali, minacce e percosse. Qualche mese dopo l’inizio del rapporto, l’uomo l’avrebbe colpita così violentemente da farla cadere a terra priva di sensi, causandole un trauma cranico.

La donna, fino a quest’ultimo episodio, aveva scelto di non sporgere denuncia, trovando solo ora il coraggio di rivolgersi agli agenti della Questura.

Il trentenne è stato arrestato per maltrattamenti e lesioni personali, ferma restando la presunzione d’innocenza dell’indagato, valida fino a eventuale condanna definitiva. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso il Tribunale di Catania, l’uomo è stato condotto nella propria abitazione e sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice.