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Riordino

Il porto di Catania diventa hub della Sicilia orientale: a chi sono state assegnate le quattro concessioni

Previsti oltre 20 milioni di investimenti privati e 1,75 milioni di introiti annui per l'Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale

30 Giugno 2026, 11:25

11:30

Il porto di Catania diventa hub della Sicilia orientale: a chi sono state assegnate le quattro concessioni

Immagine di repertorio

Un accordo per esaltare il ruolo del porto di Catania come hub della Sicilia orientale grazie agli investimenti delle aziende presenti nello scalo e agli introiti annui per l’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale. Tutto questo grazie alla firma di quattro concessioni che danno il via all’accordo per il riordino delle aree operative del porto.

Alla Grimaldi Marangolo terminal Catania andrà un’area portuale della superficie complessiva di 103.029 metri quadri, ubicata presso la nuova darsena commerciale del porto. Lo spazio sarà dedicato all’attività di terminalista Ro-ro/Ro-pax, per una durata di 25 anni. Alla Est Europea servizi terminalistici uno spazio di 34.933 metri quadri, che comprende le Banchine 8 e 9 - molo Crispi del porto. Anche questa si occuperà dell’attività di terminalista, ma per la durata di 10 anni. Buona parte di questa area, infatti, secondo le previsioni del nuovo Piano regolatore portuale, sarà successivamente destinata a funzioni diportistiche dopo la realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie.

La Marimport gestirà un’area da 2.865 metri quadri, che comprende parte della nuova darsena commerciale e parte del piazzale presso molo Crispi. Lo scopo è attività di presidio logistico, stoccaggio e movimentazione in imbarco e sbarco automezzi, magazzino doganale di temporanea custodia, gestione e movimentazione di containers riferita al traffico Ro/Ro dalla durata di 4 anni. L'azienda F.lli Bordieri si occuperà invece di un’area di 2.750 metri quadri, sempre nella nuova darsena commerciale. Qui, per 4 anni, gestirà attività di stoccaggio auto destinate all’imbarco/sbarco.

Un riordino che ha dunque l’obiettivo di conseguire un potenziamento del porto nello scenario mediterraneo. Accanto all’impegno di Grimaldi, l’auspicio dell’Autorità portuale è che "questa apertura a terminal diversi permetta di giungere ad una pluralità di operatori a tutto favore della offerta all’utenza".

Sul piano degli investimenti, continua l’Autorità, le concessioni rilasciate porteranno investimenti privati, tra opere civili, macchinari, attrezzature e personale per un totale di oltre 20 milioni di euro, impegni economici per ulteriori assunzioni e programmi operativi tesi alla crescita del traffico complessivo. I canoni relativi alle quattro concessioni porteranno un introito annuo complessivo per l’ente pari a 1 milione e 750 mila euro.