Stadio di atletica pronto, ma apertura rinviata. E ora c’è il rischio vandali
Installati sistemi di videosorveglianza per blindare l'area Il direttore dei lavori avverte: «Non si perda tempo con l'affidamento»
L’Amministrazione archivia la rifunzionalizzazione della più grande opera incompiuta della città, il gigantesco stadio di atletica di viale Sturzo per il quale, il Comune, si è avvalso di uno stanziamento di 2 milioni 960mila euro, fondi a valere sul Pnrr. Ieri, alla presenza dell’assessore ai Lavori pubblici, Claudio Raciti, del direttore dei lavori, arch. Giuseppe Bartolomei, e dei rappresentati legali dell’impresa aggiudicataria dei lavori, sono stati effettuati i collaudi per fine lavori.
Tra gli interventi più importanti certamente spicca la realizzazione della nuova pista in tartan colorato: un anello di 400 metri a sei corsie. Riqualificati servizi igienici, spazi palestre, spogliatoi e ambienti per le attività riservate agli atleti. Locali che si trovano al piano inferiore della tribuna centrale, i cui spalti sono stati rafforzati e messi in sicurezza e resi fruibili dal pubblico. Completate le aree perimetrali confinanti con l’eliporto con la realizzazione di recinzioni che delimitano i vari settori dell’impianto sportivo.
Ta le novità sostanziali c’è anche il nuovo parcheggio annesso con accessi diversificati da via La Torre: un’area di oltre 5mila metri quadrati, all’interno della quale sono state realizzate scale interne per il deflusso del pubblico con percorsi riservati ad atleti e arbitri. Per difendere l'investimento da incursioni e sciacallaggi, l'area perimetrale dello stadio - conferma l’assessore Raciti - «è stata blindata con un moderno sistema di videosorveglianza nell’intento di contrastare sul nascere ingressi illegali e atti di vandalismo».
Nonostante il traguardo storico, la struttura non sarà immediatamente accessibile. Per l'apertura dei cancelli bisognerà attendere il completamento dell'iter per l'affidamento in gestione di palestre e pista. Come spiega l’assessore Raciti «sarà necessario redigere un regolamento comunale ad hoc che garantisca un utilizzo controllato e sicuro dell'impianto». Un passaggio burocratico su cui il direttore dei lavori, l'architetto Giuseppe Bartolomei, ha voluto lanciare un monito chiaro all'Amministrazione: «Non si può perdere tempo prezioso. Il rischio concreto, infatti, è che una struttura così vasta, se lasciata vuota e non custodita, possa essere rapidamente cannibalizzata e vandalizzata, vanificando gli sforzi fatti».
Se da un lato si celebra la chiusura di un cantiere atteso da decenni, dall'altro emerge la consapevolezza che i fondi del Pnrr hanno permesso un recupero solo parziale dell'immenso complesso sportivo. Rimangono da definire altri importanti aspetti a cominciare dal mancato intervento in altre due tribune, la riqualificazione della struttura cementizia già sede del Com e la valorizzazione dell’annesso eliporto.