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Il lutto e la protesta

La prof di Giulia: «A settembre sarà dura, per noi gli studenti sono come figli»

La scuola e la città in lutto per la sedicenne uccisa da un motociclista, indagato per omicidio stradale. Oggi il conferimento dell'autopsia

01 Luglio 2026, 05:08

05:10

La prof di Giulia: «Per noi sono come dei figli a settembre sarà dura»

«Non oso pensare a quando torneremo a scuola a settembre. Certamente la classe non sarà più la stessa», così esordisce Tiziana Bazan, la professoressa di Italiano della terza A del Seguenza, la classe di Giulia Scimone, travolta a soli 16 anni, da una moto la scorsa domenica sera, 28 giugno. Bazan parla al telefono mentre si sta dirigendo con un gruppo della scuola a casa dei genitori di Giulia, Nuccio Scimone e Tiziana Tagliaverga, per portare un po' di conforto.

«Era una ragazza davvero molto sensibile e garbata, riusciva a conciliare la scuola col suo sport: si allenava dalle 15 alle 19, ma poi riusciva a studiare. Era davvero molto serena, nei suoi temi scriveva spesso che non aveva le incertezze di alcune coetanee, non avrebbe cambiato nulla del suo corpo, si piaceva così com'era, che è un dettaglio non scontato alla sua età», racconta Bazan. E continua: «Non so se i ragazzi ce la faranno meglio di noi a superare tutto questo, di certo c'era una sua compagna di classe che era uscita con lei quella sera, per fortuna non ha visto il momento dell'impatto, penso questo. Ci resterà addosso indelebile, noi li vediamo per la gran parte della giornata, per noi professori sono come figli», sospira la professoressa.

Si ferma, prende fiato, e riparte: «Ci potevano essere più controlli, ed erano stati richiesti. Senza volere additare nessuno, si fa quel che si può con quel che si ha, ma più attenzione da parte della politica poteva esserci, anche se adesso è facile con senno del poi. Di sicuro, non si può parlare di fatalità. Questo è un lutto per tutta la città».

Intanto proseguono le indagini della procura, e oggi pomeriggio la magistrata, Maria Di Mulo, ha convocato Alessandro Mondo, il ventenne che ha centrato in pieno Giulia Scimone, uccidendola. Nel pomeriggio la magistrata affiderà anche l'incarico al medico legale per procedere con l'autopsia.

Gli accertamenti dell'Infortunistica sembrerebbe abbiano confermato che il ventenne, adesso ai domiciliari con l'accusa di omicidio stradale, stesse impennando con la moto, prima di perdere il controllo e schiacciare letteralmente Giulia. Solo lo scorso maggio, la ragazza aveva compiuto 16 anni, e frequentava il liceo scientifico Seguenza, con indirizzo artistico.

La passione per l'arte e quella per l'equitazione le aveva raccontate in un tema di presentazione del primo liceo. Sogni e speranze azzerate dalla spericolatezza del ragazzo? È quel che le indagini appureranno. Nel frattempo, però, l'avvocato Salvatore Silvestro, indicato dal ragazzo quella sera, ha rinunciato all'incarico: «Di fronte alla vita di una minorenne, falciata via, non me la sono sentita», ha detto Silvestro.

Intanto sui social è montata la polemica per dei video che il ragazzo avrebbe postato prima dell'incidente, in cui impenna con la moto e viene incitato da chi commenta. I video sembrerebbe siano stati rimossi. È un momento, d'altronde, di fortissima tensione emotiva in città. Lunedì sera un corteo spontaneo di amici, parenti e ragazzi semplicemente commossi da quanto accaduto a Giulia, è partito dal luogo dell'incidente fino alla torretta della spiaggia di Torre Faro, dove hanno lanciato dei palloncini bianchi, in segno di lutto, in aria.

«Questa sera i tuoi amici ti hanno salutata così, con l’amore più puro. C’erano lacrime, abbracci e un silenzio che pesava più di qualsiasi discorso. C’era una comunità intera che si è fermata per dirti che non sarai dimenticata. Per te, Giulia. Per il tuo sorriso. Per tutti i sogni che avresti dovuto vivere», hanno voluto sottolineare dalla Pro loco Capo Peloro.