Giudiziaria
Il duplice omicidio di due fratelli agrigentini nel Nisseno, dopo sei anni non c'è ancora il killer
La Cassazione conferma 16 anni e 8 mesi per un romeno che ha compartecipato al delitto
Capitolo giudiziario chiuso per l’omicidio dei pastori di Canicattì Calogero e Filippo La Monaca, rispettivamente di 76 e 74 anni. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 16 anni e 8 mesi, che era stata inflitta dalla Corte d’Assise d’appello lo scorso anno, al romeno Florin Scurtu. Secondo le carte giudiziarie avrebbe partecipato al delitto dei due germani avvenuto in contrada Deliella (nelle campagne tra Caltanissetta, Delia e Canicattì) il 14 giugno del 2020. Un episodio di violenza tragico con tanti aspetti che devono ancora essere analizzati. Un dato giudiziario adesso è certo: il romeno era sul posto quella sera in cui i due fratelli pastori sono stati uccisi e poi per cancellare le tracce i loro corpi sono stati bruciati.
Quello che è certo è l’assenza di un movente, ma manca anche l’identità di una persona che ha lasciato l’impronta sulla caviglia di Calogero La Monaca. Ma ci sono ancora tanti aspetti che mostrano qualche perplessità: il cellulare che venne sequestrato dai carabinieri al killer qualche mese dopo il delitto gli venne consegnato da una persona ancora sconosciuta. L’omicidio dei due fratelli è avvenuto nel pomeriggio di sei anni fa, dopo i corpi dei due pensionati vennero bruciati per “cancellare” le tracce del delitto. I due pastori prima vennero massacrati con delle sassate, poi i loro corpi senza vita sono stati spostati accanto ad una Land Rover incidentata (che doveva essere demolita) che venne incendiata quella sera. I carabinieri nell’andare a fare i rilievi hanno anche preso l’impronta dell’ignoto che verosimilmente avrebbe spostato il corpo del 76enne. Del romeno, invece, è stata trovata la traccia del Dna in una macchina in cui c’era anche del sangue.
Una lunga vicenda giudiziaria con l’aggravante della crudeltà che - secondo i giudici - è venuta meno. In primo grado l’uomo era stato condannato a 25 anni di reclusione, poi in secondo grado lo sconto di oltre 7 anni stabilito dai giudici di secondo grado. Ora la condanna è definitiva dopo il ricorso presentato dal difensore Valentina Fiorena.
Parte civile al processo le sorelle dei due uomini rappresentati dagli avvocati Salvino Iannello e Giovanni Selvaggio.
Dopo sei anni dal delitto manca chi effettivamente ha preso a sassate i due pastori di Canicattì. Per le campagne tra il centro agrigentino e Caltanissetta, quindi, circola indisturbato un omicida che da sei anni è riuscito a schivare la legge. La famiglia La Monaca è conosciuta a Canicattì e segnata dal lutto. Il terzo fratello La Monaca si chiamava Antonino ed è stato ucciso in un agguato mafioso il 27 dicembre 1990 all’età di 49 anni. Dopo trent’anni da quell’episodio un altro duplice delitto.