Comitato Ortigia Resistente
Bus a Siracusa, un passo avanti che non basta: l'auto vince ancora
Miglioramenti visibili, ma il trasporto urbano resta meno competitivo della macchina: poche frequenze, collegamenti carenti e tempi di viaggio troppo lunghi
Il trasporto pubblico urbano migliora, ma resta ancora poco competitivo rispetto all'auto privata. Questa sostanzialmente la posizione del Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, che interviene dopo l'aggiudicazione del servizio a Sais Autolinee, unico partecipante alla gara e già gestore del trasporto urbano dal 2023.
Il Comitato riconosce i passi avanti compiuti rispetto al passato, quando il servizio Ast era ormai ridotto ai minimi termini. «Oggi le linee esistono, gli orari sono pubblicati, Google Maps consente di pianificare i percorsi e l'informazione all'utente è più accessibile - osserva l'associazione -. Miglioramenti che, tuttavia, non bastano a condividere l'affermazione del sindaco Francesco Italia secondo cui “il servizio c'è e funziona”. Per il Comitato «un servizio non funziona solo perché esiste: funziona se è conveniente, frequente, capillare e competitivo rispetto all'auto e allo scooter». Il nodo principale resta la scarsa frequenza di molte linee e la limitata capillarità dei collegamenti tra i quartieri. Chi utilizza il bus «deve sommare cammino fino alla fermata, attesa, corsa, cambio, nuova attesa e cammino finale», con tempi complessivi molto più lunghi rispetto all'uso del mezzo privato.
A sostegno della propria analisi il collegamento tra il Lungomare di Ortigia e via Grotta Santa: il tragitto richiede 48 minuti con due autobus, un cambio e circa 850 metri a piedi, contro i circa 15 minuti necessari in auto. Un test effettuato dal Comitato avrebbe addirittura registrato un tempo complessivo di un'ora e dieci minuti, motivo per cui «fa veramente sorridere l'affermazione che Siracusa diventerà, sulla mobilità, come le principali capitali europee».
Da qui l'invito rivolto ai cittadini a «cambiare mentalità». «I cittadini non devono essere educati come se fossero il problema. Devono essere convinti dai fatti secondo cui se il bus sarà davvero frequente, comodo, sicuro e conveniente, i cittadini lo prenderebbero.»