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L'analisi

Marco Mastriani: servizi pubblici, ambiente e rete museale per rilanciare Siracusa

Tra municipalizzate per servizi essenziali e una rete pubblica dei musei: le proposte dell'ambientalista per una Siracusa più efficiente e valorizzata

01 Luglio 2026, 09:59

10:00

Marco Mastriani: servizi pubblici, ambiente e rete museale per rilanciare Siracusa

Ci sono professionisti che svolgono il proprio lavoro e altri che, con competenza e credibilità, contribuiscono a orientare il dibattito pubblico. Marco Mastriani appartiene a questa seconda categoria: una figura che negli anni ha saputo coniugare conoscenza scientifica, sensibilità ambientale e capacità di leggere le trasformazioni imposte dai cambiamenti climatici.

Coordinatore regionale di Federparchi Sicilia, consigliere regionale dell’Ente Fauna Siciliana, Mastriani è anche ambasciatore del Patto climatico europeo riconosciuto dalla direzione generale per il clima dell’Unione europea.

La sua autorevolezza nel campo ambientale è ampiamente riconosciuta, ma il profilo di Mastriani va oltre la dimensione tecnico-scientifica. Negli anni ha approfondito anche le implicazioni sociali e politiche, offrendo un contributo qualificato al dibattito pubblico sui temi della sostenibilità, della governance del territorio e delle politiche di sviluppo.

Un approccio multidisciplinare che gli consente di affrontare la sfide del presente con uno sguardo ampio, in cui ambiente, società e istituzioni diventano parti di un unico progetto di futuro.

«Oggi per la città di Siracusa è necessario avviare un processo generale di analisi e valutazione dei costi affrontati e della qualità dei servizi ottenuti, per poter avviare nuove soluzioni in termini di organizzazione e governance dei servizi stessi, al fine di creare economia pubblica e poter migliorare la qualità dei servizi. Mi riferisco nello specifico alla necessità di invertire la tendenza attraverso la gestione diretta e pubblica di alcuni servizi per i cittadini, senza intermediazione privata».

Mastriani suggerisce di avviare due municipalizzate, «imprese pubbliche gestite direttamente dal Comune, a cui affidare alcuni servizi essenziali che ad oggi sono in mano a operatori privati e che purtroppo non trovano un adeguato livello di qualità». Una municipalizzata - spiega Marco Mastriani - dovrebbe occuparsi di tributi locali e gestione dei parcheggi, che oggi costituiscono certamente un flusso di denaro pubblico non indifferente, assicurando una continuità del servizio attraverso l'impiego dei lavoratori già in servizio e l'attuazione di clausole sociali previste per legge, facendo tesoro dell'esperienza acquisita negli anni dagli stessi lavoratori, che potrebbero avere riconosciute la loro professionalità e dedizione al lavoro. Una seconda municipalizzata dovrebbe occuparsi di verde pubblico, decoro urbano, manutenzione ordinaria e raccolta dei rifiuti: proprio quest'ultimo servizio ricopre un importo cospicuo per l’Amministrazione ma purtroppo restituisce una città con gravi criticità e carenze in termini di pulizia delle strade ed efficienza del servizio.

Per quanto riguarda il verde pubblico e decoro urbano, spesso molti dei servizi che un tempo erano accorpati al bando del servizio di raccolta dei rifiuti, oggi sono stati scorporati e molte aree non rientrano più nel capitolato d'appalto: questo si traduce in alcuni considerevoli costi aggiuntivi per l'amministrazione comunale nel poter intervenire per la potatura di alberi soprattutto in prossimità di parchi e aree a verde, e che spesso per carenza di risorse non vengono fatte.

Anche per interventi di manutenzione ordinaria, il Comune deve necessariamente rivolgersi all'esterno per poter sistemare un marciapiede, un'aiuola o semplicemente per pitturare una ringhiera, aumentando i costi degli interventi.

«Gestire direttamente questi servizi potrebbe significare risparmiare e offrire servizi migliori e più efficienti per i cittadini, ma anche poter dare continuità lavorativa agli operatori che spesso si vedono trasferire da una società all'altra, con l'affidamento di nuovi servizi e commesse».

Dal Parco archeologico alla Rete dei Musei Civici, Marco Mastriani suggerisce il “modello Granata” di una rete pubblica per la cultura: «Certamente oggi con l'applicazione della legge regionale del 3 novembre 2000, voluta allora dall'assessore regionale ai Beni culturali, Fabio Granata, si è ottenuto un risultato importante in termini amministrativi per Siracusa e per l'intero sistema di gestione del Parco archeologico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai.

Al Parco della Neapolis, solo nel 2025, si sono contati oltre 500.000 visitatori con un gettito economico di oltre 5 milioni di euro. A questi dati importanti, sia in termini numerici che economici, sarebbe dovuta scaturire una nuova primavera sulle politiche di tutela, gestione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali in provincia. Nulla di tutto ciò. Anzi, si sono susseguite due gare di appalto per l'affidamento del servizio ed entrambe non sono andate a buon fine. L'autonomia derivante dall'applicazione della norma, avrebbe dovuto portare non solo a una maggiore fruizione del Parco archeologico della Neapolis, ma avrebbe dovuto promuovere un rilancio della politica di tutela, gestione e valorizzazione dei beni culturali con l'apertura di siti oggi chiusi e abbandonati, in contrasto con quanto prevede la norma - ovvero il Codice dei beni culturali - e mi riferisco a Eloro (Noto), Castelluccio (Noto), al tempio di Zeus Olimpico (Siracusa), Ginnasio romano (Siracusa), Castello Eurialo (Siracusa), all'area archeologica di Piazza della Vittoria (Siracusa), all'arsenale greco e terme bizantine (Siracusa).

«Purtroppo - fa notare Mastriani - sono tanti i siti ad oggi chiusi e abbandonati, che dovrebbero essere fruibili, non solo perché è un obbligo di legge, ma anche e soprattutto per promuovere la tutela dei beni culturali. Oggi è necessario portare avanti il progetto della Rete dei Musei Civici, già iniziato dall'ex assessore alla Cultura del Comune, Fabio Granata, sempre attento a mettere insieme diverse realtà culturali per lavorare in sinergia a una programmazione unica e offrire un catalogo unico dell'offerta culturale del territorio».