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palermo e provincia

Falsa veterinaria scoperta a Trabia: curava animali senza titoli e vendeva cani con finti pedigree

L'indagine per truffa, maltrattamento ed esercizio abusivo

01 Luglio 2026, 11:13

Falsa veterinaria scoperta a Trabia: curava animali senza titoli e vendeva cani con finti pedigree

Esercitava la professione veterinaria senza averne alcun titolo, somministrava farmaci e falsificava documenti d’origine per vendere cani spacciandoli per esemplari di razze pregiate. Una donna è stata denunciata dai Carabinieri del Nucleo CITES del Centro Anticrimine Natura di Palermo a seguito di un'ispezione scattata nel territorio di Trabia.

L'operazione, eseguita su delega della Procura della Repubblica di Termini Imerese, ha visto impegnati i militari specialistici insieme al personale medico veterinario dell’Asp di Palermo e ai Carabinieri della Stazione locale. Le accuse mosse nei confronti dell'indagata vanno dall’esercizio abusivo della professione al maltrattamento di animali, fino alla truffa e alla diffamazione.

Nel corso della perquisizione, gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato una mole ingente di materiale scottante. Tra i documenti al vaglio ci sono finti certificati sanitari, libretti e attestati genealogici E.N.C.I. (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) alterati, utilizzati dalla sedicente professionista per truffare i clienti sulla purezza delle razze canine vendute. All'interno della struttura è stata trovata anche una quantità significativa di farmaci a uso veterinario, in parte già scaduti, che la donna inoculava o prescriveva senza alcuna competenza medica, mettendo a serio rischio la salute degli animali.

Il controllo ha riservato un'ulteriore sorpresa: nel perimetro dell'attività i Carabinieri hanno rintracciato due grossi container marittimi. Dai successivi riscontri informatici è emerso che i moduli erano registrati come rubati. Una società piemontese ne aveva infatti denunciato l'appropriazione indebita alla Procura di Alessandria, dopo che l'azienda riconducibile alla donna li aveva presi a noleggio senza mai restituirli, ignorando la risoluzione del contratto e i ripetuti solleciti.

In ossequio al principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza, è doveroso specificare che l’indagata è al momento sottoposta alle indagini preliminari e la sua responsabilità penale sarà accertata solo a seguito di una eventuale sentenza definitiva.