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amministrazione

Asili nido e PNRR a Palermo, l'affondo del M5S: «Persi 15 interventi su 25 e 12 milioni di euro»

Il bilancio del Movimento sui progetti dedicati all'edilizia scolastica

01 Luglio 2026, 11:00

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Asili nido e PNRR a Palermo, l'affondo del M5S: «Persi 15 interventi su 25 e 12 milioni di euro»

Un bilancio definito «impietoso» quello tracciato dal Movimento 5 Stelle sulla gestione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicati all'edilizia scolastica a Palermo. Secondo uno studio approfondito, condotto dal deputato regionale Adriano Varrica e dal consigliere comunale Antonino Randazzo, l'amministrazione guidata dal sindaco Roberto Lagalla avrebbe perso definitivamente il 60 per cento degli interventi programmati per asili nido, scuole dell’infanzia e mense scolastiche.

I numeri analizzati dai due esponenti pentastellati, basati sugli atti amministrativi e sui finanziamenti assegnati al Comune, fotografano una situazione critica: su un totale di 25 interventi censiti per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro, ben 15 risulterebbe ormai irrecuperabili, traducendosi in circa 12 milioni di euro sfumati. Di contro, un'unica opera è stata effettivamente portata a compimento: si tratta della riqualificazione dell’ex asilo rurale "Principe Umberto" in via Di Dio, costata poco più di 715 mila euro, pari ad appena il 3,5 per cento del budget globale. I restanti 9 progetti, per un valore che sfiora gli 8 milioni di euro (il 38 per cento del totale), risultano tuttora in fase di esecuzione.

«Il quadro che emerge è gravissimo, questa occasione è stata sprecata e i numeri parlano da soli», attaccano duramente Varrica e Randazzo, puntando il dito contro i vertici di Palazzo delle Aquile. «Il sindaco Lagalla e l’assessore Tamajo sono responsabili di questo fallimento. Basti pensare che se avessero accettato la proposta del Movimento 5 Stelle di delegare alla Regione i 7 progetti di edilizia scolastica legati ai fondi ex Gescal, avremmo potuto liberare risorse umane fondamentali degli uffici comunali per dedicarle interamente ai bandi del PNRR».

Secondo i rappresentanti del M5S, la scelta di rifiutare quella strategia avrebbe generato un imbuto burocratico deleterio per la macchina comunale: «Con arroganza mista a menefreghismo — concludono i due esponenti — hanno ignorato l’opportunità, finendo per compromettere sia i fondi del Piano sia quelli ex Gescal, gravando sulla città per altri 22 milioni di euro».